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IL FATTO
04 Marzo 2026 - 11:15
Un "gigante dai piedi d'argilla" che regge l'equilibrio idrico, industriale e civile di un intero territorio. Al confine tra la Città Metropolitana di Torino e la provincia di Vercelli, il ponte canale sulla Dora Baltea sta lanciando segnali di cedimento che non possono più essere ignorati. L’Associazione Irrigazione Ovest Sesia (A.I.O.S.) ha rotto il silenzio: le criticità strutturali sono gravi e minacciano non solo le coltivazioni, ma anche i pozzi di acqua potabile che servono una parte significativa del Monferrato e importanti poli industriali della zona.
Da oltre due anni, gli ingegneri del Politecnico di Torino monitorano il manufatto come un paziente in terapia intensiva. Grazie a un protocollo con i dipartimenti DIATI, DISEG e DAD, l'opera è stata digitalizzata per registrare ogni vibrazione o cedimento in tempo reale. Ma il monitoraggio non basta più: serve la manutenzione straordinaria.
«Un eventuale cedimento avrebbe conseguenze gravissime», avverte Stefano Bondesan, Presidente di Ovest Sesia. Gli fa eco Francesco Vincenzi (ANBI), che chiama in causa direttamente la Regione Piemonte: servono risorse immediate per evitare quello che definisce un "disastro annunciato". Se il sistema irriguo fallisce, l'effetto domino travolgerebbe la sicurezza idraulica dell'intera area tra Verolengo e Saluggia.
Se il ponte canale preoccupa, buone notizie arrivano invece dalla Rilevata Dora, opera strategica del Canale Cavour. Qui i lavori sono partiti tra gennaio e marzo 2025 e procedono secondo i piani: un investimento da 34 milioni di euro (su un totale di 66 stanziati) che entro il 2027 garantirà la messa in sicurezza di questo tratto storico, fondamentale per evitare perdite idriche in tempi di siccità.
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