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Il caso

Ferrucci hub in un altro posto? Il sindaco tace, ma che beffa

Dopo il bando vinto, Sit fa un passo indietro in cambio di uno spazio diverso

circolo comala

«Quello che dovevo dire l’ho detto con il comunicato». Poche parole, quelle del sindaco Stefano Lo Russo, che non chiudono però il dibattito. Anzi: il cosiddetto caso Comala continua ad agitare la politica torinese e lascia aperti diversi scenari sul futuro dello spazio culturale di corso Ferrucci.

La vicenda nasce dal bando della Circoscrizione 3 per la gestione degli spazi dell'ex caserma Lamarmora, dove dal 2011 ha sede il centro culturale Comala. A sorpresa, dopo 15 anni, a vincere la gara non è stata l'associazione che già gestiva lo spazio – diventato nel tempo un punto di riferimento per giovani e studenti tra aule studio, sport, concerti ed eventi culturali – ma una nuova cordata di sette realtà riunite nella Social Innovation Teams (Sit), con sede a Milano.

La decisione ha scatenato proteste e mobilitazioni, con insinuazioni anche pesanti da parte dei rappresentanti del Centro culturale alla poca trasparenza del bando. Nei giorni scorsi, però, è arrivata una possibile svolta: con la comunicazione da parte di Sit al Comune di essere disponibili a individuare un altro luogo dove sviluppare il proprio progetto. In questo modo si aprirebbe la strada alla permanenza di Comala nello spazio che occupa da anni.

La partita però è tutt’altro che chiusa. L’attuale concessione del centro culturale scade a luglio e qualsiasi soluzione dovrà passare attraverso procedure amministrative precise. Anche perché la vicenda si è ormai trasformata in un caso politico. Chi è convinto che questo precedente possa essere deleterio per la Città è il capogruppo M5S Andrea Russi: «Se dopo l’esito di un bando si apre una trattativa per rinunciare in cambio di un altro spazio, il rischio è che il sistema dei bandi perda credibilità», dice. Nel frattempo si ragiona su possibili alternative per il progetto “incubatore di innovazione”, denominato Ferrucci Hub e vincitore del bando. Una beffa quasi, farlo altrove, dato il nome. In ogni caso si dovrebbe passare da una nuova manifestazione di interesse e da un bando aperto a tutti.

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