Cerca

Zone Rosse

Ennesimo dilemma sulle zone rosse a Torino: come procede?

Il caso del pusher arrestato con 50 dosi di crack

Ennesimo dilemma sulle zone rosse a Torino: come procede?

Torino si trova al centro di un acceso dibattito sulla sicurezza urbana, con particolare attenzione alle cosiddette "zone rosse". Queste aree, tra cui San Salvario, Aurora e Piazza Vittorio Veneto, fanno parte di un piano di sicurezza che prevede controlli rafforzati e allontanamenti temporanei di 48 ore per contrastare la "malamovida" e il degrado urbano. Nei primi sei giorni di sperimentazione, sono stati emessi circa venti provvedimenti di allontanamento, principalmente nei confronti di individui con precedenti per spaccio di stupefacenti.

In questo contesto, giovedì scorso, i carabinieri hanno effettuato un'operazione ad alto impatto che ha portato all'arresto di un giovane di 25 anni, originario della Sardegna e senza fissa dimora a Torino. Il ragazzo è stato sorpreso mentre cercava di disfarsi di un sacchetto contenente oltre 50 dosi di crack e cocaina. Nonostante l'arresto e la convalida del provvedimento da parte del giudice per le indagini preliminari (gip), non è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il giovane è stato quindi rimesso in libertà nel giro di 48 ore, sollevando interrogativi sulla reale efficacia delle misure adottate.

I residenti delle aree coinvolte, come quelli di via Silvio Pellico, esprimono preoccupazione e frustrazione per la presenza costante di spacciatori, sia di giorno che di notte. La zona, seppur vicina all'ospedale Valdese, è stata esclusa dalla "zona rossa" di San Salvario, alimentando ulteriori polemiche. La domanda che molti si pongono è se le espulsioni temporanee siano davvero lo strumento più efficace per contrastare il fenomeno o se siano necessari interventi più incisivi e mirati.

Il piano di sicurezza è ancora in fase di sperimentazione e un bilancio definitivo sarà possibile solo alla fine del periodo di prova, fissato per il 30 aprile. Sarà allora che si potrà valutare se le misure adottate abbiano avuto un impatto significativo sul miglioramento della sicurezza urbana o se sarà necessario apportare correttivi. L'obiettivo è quello di creare un modello replicabile anche in altre aree critiche della città, ma la strada sembra ancora lunga e complessa.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.