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Il fatto
24 Ottobre 2025 - 18:53
Una sorta di “spedizione punitiva” contro un docente di una scuola dell’infanzia ed elementare nel quartiere torinese di Barriera di Milano. A organizzarla, un gruppo di “maranza” autoproclamatisi giustizieri, capeggiati da Don Alì, influencer nato in Marocco ma cresciuto a Torino, che ha poi alimentato la gogna mediatica pubblicando su Instagram un video in cui si vedono il volto del maestro e quello della bambina che, al momento dell’aggressione, teneva per mano.
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Sotto il post si contano quasi trecento commenti, tra chi approva l’azione e chi difende l’insegnante. L’agguato è avvenuto in via Vestigné, al termine dell’orario scolastico. Il gruppo ha seguito il docente, lo ha circondato e minacciato. Nel mirino il “maestro Gianni”. L’accusa, gravissima, è affidata alla didascalia che accompagna il filmato diffuso dall’influencer: “Siamo andati a prendere il maestro che abusa dei bambini a scuola”. L’uomo, stretto da almeno tre persone, non reagisce e sostiene di non comprendere le contestazioni. Gli aggressori affermano: “Ci è stato riferito che ha alzato le mani a un bambino”, presentato come un loro nipote. Poi l’avvertimento: “La prossima volta agiremo in altra maniera. Non saranno più parole, ma fatti. Quelli veri”. Il tutto davanti a una bimba di pochi anni. I presunti giustizieri non forniscono alcuna prova a sostegno delle loro accuse.
Da fonti riservate, invece, emergerebbe che la spedizione sia stata innescata dal padre di un alunno italiano: il figlio avrebbe avuto una lite con un altro bambino, anch’egli italiano. Sulla vicenda dovranno fare chiarezza le forze dell’ordine; secondo quanto trapela, il maestro avrebbe presentato denuncia. L’uomo risulterebbe anche referente anti-bullismo dell’istituto.
Don Alì, 24 anni, vive da sempre a Barriera di Milano ed è diventato noto per aver annunciato l’“invasione dei maranza” al Sud Italia, rivelatasi una challenge. Dal 2019 realizza contenuti provocatori per i social. Nel 2020 è stato denunciato per aver lanciato un estintore da un treno in corsa; l’anno successivo ha finto di essere un agente della polizia municipale di Torino.
Sotto il video, i commenti restano polarizzati: c’è chi condanna l’intimidazione e chi, al contrario, la legittima; diversi utenti si schierano a favore dell’insegnante, sottolineandone la professionalità.
Una brutta pagina che necessita di riscontri e chiarimenti: per ora, resta la pubblica gogna.
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