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Lavoro & Automotive

Italdesign cambia padrone: c'è l'offerta degli indiani. Ecco cosa hanno detto sui posti di lavoro

La comunicazione di Audi Volkswagen ai sindacati e i dubbi sulle commesse residue

Italdesign cambia padrone: c'è l'offerta degli indiani. Ecco cosa hanno detto sui posti di lavoro

Italdesign ormai a un passo dal cambio di proprietario, dal gruppo Audi Volkswagen alla multinazionale indiano-americano UST Global. È l'annuncio che si sono trovati di fronte i sindacalisti della RSU Italdesign a Volfsburg. Ecco quindi che cosa succederà alla storica azienda fondata da Giorgetto Giugiaro

"Abbiamo appreso che la fase di due diligence - spiegano i delegati - è conclusa e che una società terza ha presentato un'offerta vincolante per acquisire una parte delle quote della nostra azienda. E siamo consapevoli che questo può creare apprensione e incertezza, in quanto non sono stati comunicati piani industriali né una visione chiara sul futuro della nostra azienda".

Il grande dubbio, infatti, riguarda la multinazionale che è prevalentemente tech e non automotive. Dunque, in che modo potrebbe valorizzare il know how di design dell'azienda di Moncalieri? E le commesse attualmente in atto con il gruppo Audi-Volkswagen rimarranno in essere? Questo potrebbe essere risolto se, come richiedono i sindacati, il Gruppo tedesco manterrà una quota di minoranza.

"Abbiamo chiesto e ottenuto garanzie importanti - proseguono i sindacati - ossia l'esclusione di chiusure di stabilimenti e di licenziamenti collettivi per alcuni anni". Quanti, però, non è stato detto.

Ma la situazione è ancora più complicata di quanto sembra, perché di fatto - per quanto esista una offerta vincolante - pone di fronte a due scenari. Il primo è che l’affare vada in porto, dunque che Audi Volkswagen ceda a UST Global «e in quel caso - spiega Gianni Mannori della Fiom - ci troveremmo all’interno di un gruppo americano a capitale indiano che non ha la vocazione per mantenere e valorizzare le professionalità e le competenze presenti in Italdesign». Il secondo scenario è che i tedeschi respingano l’offerta. «E in quel caso rimarremo nel gruppo Volkswagen e potremmo essere esposti ai tagli e ai ridimensionamento che sono già cominciati in Germania (circa 25mila licenziamenti, al momento, con la formula delle uscite volontarie, ndr). In ogni caso una partita molto complicata - prosegue Mannori - in cui siamo stati lasciati soli di fronte a un colosso, lasciati soli dalle istituzioni che non si sono interessate, non si sono mosse per cercare di capire cosa sta accadendo a un gioiello del Made in Italy come è Italdesign».

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