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La strage di Capodanno

La Spoon River di Crans-Montana: i 16enni dispersi e il "giallo" delle tre israeliane

Il dolore in Piemonte per Chiara Costanzo, che non si trova, e per il campioncino di golf

La Spoon River di Crans-Montana: i 16enni dispersi e il "giallo" delle tre israeliane

I mazzi di fiori, i cuoricini e i peluche davanti al bar-discoteca Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, raccontano una strage che ancora adesso è difficile da comprendere a pieno. La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, un incendio improvviso ha devastato il locale durante i festeggiamenti di Capodanno, provocando un bilancio provvisorio - come continuano a ripetere le autorità svizzere - di 47 vittime e 112 feriti. Le lacrime dei parenti e dei giovani sopravvissuti si mescolano alla disperazione dei familiari dei dispersi, ancora in attesa di notizie certe.

Tra coloro che cercano i propri amici c’è Lauren Gruber, 16 anni, di Losanna. Con il suo taccuino mostra i nomi degli amici che non trova: Pablo, Leo, Hernan, Perez, Vivian e Lucas. Lauren gira tra i soccorritori e i punti di assistenza, cercando informazioni in inglese e francese, senza smettere di sperare. «Passo ogni ora e ogni giorno a cercare informazioni. Non so se sono vivi o morti. Continuiamo a chiedere e a sperare», racconta, mostrando fotografie sul telefono e il gruppo di messaggi con gli amici sparsi.

Tra i sei giovani italiani attualmente segnalati come dispersi dopo l’incendio figura Chiara Costanzo, 16 anni, residente a Milano con origini ad Arona, in Piemonte. La giovane frequenta il liceo scientifico Moreschi di Milano e si era recata a Crans-Montana con un gruppo di amici per trascorrere le festività di Capodanno nella casa di famiglia. La madre, Giovanna Lanella, si trovava già sul posto, mentre il padre Andrea Costanzo ha raggiunto la località svizzera il 1° gennaio, subito dopo aver appreso la notizia del disastro. Chiara fa parte del gruppo di sei giovani italiani ancora non identificati ufficialmente dalle autorità locali.

Il Ministero degli Esteri, con il vicepremier Antonio Tajani, conferma di essere in costante contatto con il padre e ribadisce che, sebbene la ragazza risulti dispersa, esiste la possibilità che possa trovarsi tra i feriti non ancora censiti dalle autorità svizzere. La famiglia è assistita sul posto e fornisce agli operatori ogni informazione utile per la ricerca e l’identificazione.

Sempre tra i possibili dispersi c’è Emanuele Galeppini, 16enne genovese residente da anni a Dubai, considerato una promessa del golf italiano. In un primo momento, la Federazione Italiana Golf aveva diffuso notizie sul suo decesso, ma lo zio del ragazzo ha successivamente chiarito che Emanuele risulta ancora nella lista dei dispersi e che si attende l’esito degli accertamenti del DNA per l’identificazione. L’ultimo contatto telefonico con i familiari risale a poco prima della mezzanotte del 31 dicembre. Il padre si è recato sul posto il 1° gennaio e sta coordinando le ricerche con le autorità, mentre altre famiglie di amici del giovane stanno controllando strutture sanitarie e punti di assistenza temporanei nella località sciistica.

Emanuele, nato a Genova e residente a Dubai, era impegnato in un percorso sportivo negli Emirati Arabi Uniti, dove stava continuando a sviluppare la propria carriera nel golf. Anche a Torino alcuni amici hanno espresso già il loro cordoglio.

Tra i feriti, una quindicenne di Biella, Elsa Rubino, studentessa al liceo linguistico. E’ riuscita a fuggire dal locale, al divampare delle fiamme, ma ha riportato gravi ustioni ed è al momento ricoverata a Zurigo. Il padre lavorava per il gruppo Zegna e la madre è insegnante.

Piemontese di origine anche Gregory Esposito, 15 anni, nato a Baveno: vive a Milano ed era in vacanza nella cittadina del Canton Vallese nella casa dello zio che è del Lago Maggiore. Inizialmente ricoverato a Berna, è stato trasferito al centro grandi ustionati dell'ospedale Niguarda di Milano.

Le autorità svizzere hanno reso noto che 113 dei 119 feriti sono stati formalmente e definitivamente identificati. Tra questi, 11 sono italiani, mentre la maggioranza sono svizzeri (71) e francesi (14). Sono presenti anche feriti di altre nazionalità: serbi, bosniaci, belgi, lussemburghesi, polacchi e portoghesi. Per 40 deceduti l'identificazione è ancora in corso, e una cinquantina di feriti saranno trasferiti in centri specializzati in ustioni in Europa.

Al centro congressi Le Regents di Crans-Montana continuano ad arrivare familiari, amici e sopravvissuti, ricevendo supporto psicologico. Le strade intorno alla località, come la routes des Melezes, si sono trasformate in una via crucis, tra speranza, dolore e attesa di risposte.

Fra i dispersi, anche tre cittadine israeliane con doppia nazionalità, due italiane e una francese. E proprio da Israele è giunta l’offerta di aiuto con una équipe specializzata per le identificazioni.

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