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L'allarme
06 Gennaio 2026 - 06:45
Suicidio assistito, presentata la prima domanda in Piemonte
Più di 2.300 studenti e 400 insegnanti incontrati. Ventinove scuole raggiunte dal 2018. Ma sono ancora poche, troppo poche, se si considera che nel 2025 sono state 32 le segnalazioni di pensieri suicidari pervenute all'associazione Tazza blu. Di cui in 23 casi, purtroppo, il suicidio è stato l'epilogo. Tra loro c'erano anche don Matteo, parroco di Cannobio (Verbania) e i genitori di Carola, la quattordicenne torinese che lo scorso novembre era precipitata dal nono piano di un palazzo di corso Sebastopoli. Anna (nome di fantasia), 14 anni, invece, si è rivolta a Tazza blu dopo avere comprato la corda, ed è stata indirizzata all'Asl per supporto psicologico.
"Oggi sulla prevenzione del suicidio non c'è nulla. Né a scuola né fuori, tra i genitori di adolescenti. Niente neppure nel supporto ai sopravvissuti. È un tema che fa paura", spiega Rocchina Stoppelli, presidente di Tazza blu, che nasce nel 2018 per iniziare a colmare un vuoto immenso.
Con la sua associazione, costituita all'indomani della perdita della figlia Giulia, Rocchina opera ostinatamente per la sensibilizzazione del fenomeno: prima causa dei decessi giovanili dopo gli incidenti stradali.
"Il primo ponte sono insegnanti 'di buona volontà', che ci segnalano studenti che reputano a rischio. Ma la scuola è un muro invalicabile - denuncia - Molto spesso, nonostante le richieste di aiuto che riceviamo, poi i dirigenti ci dicono di no". Quanto spesso? Nell'80% circa dei casi. Il paradosso è che sono molto più spesso proprio gli adolescenti a chiedere gli interventi formativi di Tazza blu: "Approfittano delle ore di autogestione", racconta Rocchina.
Allo stesso modo sono anche i genitori ad essere restii ad accettare aiuto psicologico per i propri figli. "Prendiamo in carico, grazie a una rete di circa 6 psicologhe, i casi delicati e li indirizziamo all'Asl. Se c'è bisogno allertiamo la Procura, ma spesso i genitori non vogliono continuare. È un lavoro lungo e faticoso", ammette Rocchina. L'associazione, infatti, si regge solo grazie a donazioni private e al 5xmille. Anche la gestione della chat di ascolto, attiva sul sito de La Tazza blu, e che raccoglie le numerose segnalazioni, è a carico dell'associazione, dopo un primo sostegno iniziale da parte della Regione.
E proprio dalla chat arrivano i dati più allarmanti: "La fascia di età si è abbassata, i ragazzi hanno per lo più dagli 11 ai 15 anni", afferma Rocchina. Nel pieno dell'età scolare. "La sensibilizzazione è importante anche perché chi resta: familiari e compagni di classe, hanno bisogno di supporto", rimarca Rocchina.
È per questo che grazie alle audizioni in commissione regionale, il nuovo Piano socio-sanitario del Piemonte prevederà dei protocolli operativi, oltre a percorsi di formazione per la prevenzione dei suicidi da parte degli oss, grazie ad un emendamento firmato dai capigruppo in Regione. «È un riconoscimento del lavoro prezioso portato avanti da La tazza blu e una prova di maturità politica - afferma il vicepresidente della commissione Sanità e consigliere del Pd Daniele Valle - Sulle questioni delicate, che richiedono approcci trasversali alle competenze, bisogna superare gli steccati e lavorare insieme».
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
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