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Il caso
14 Gennaio 2026 - 06:46
Piscina Sempione, svolta a sorpresa: una società vuole riqualificarla e riaprirla
Da impianto sportivo di quartiere ieri a simbolo del degrado oggi. Ma quello che è stato ribattezzato come "Tossic park", ormai simbolo dell'emergenza crack fuori controllo e dello stato di incuria e abbandono talvolta riservato alle periferie, vede uno spiraglio.
Il progetto di trasformazione dell'area in un centro sportivo polifunzionale per restituire alla zona uno spazio sociale e sportivo, confermato lo scorso settembre dopo anni di proclami di una "società spagnola interessata", si fa più vicino. Pronta la manifestazione di interesse da parte dell'azienda iberica Supera, da confrontare con eventuali alternative (anche se Supera conserva diritto di prelazione: ha, in altre parole, il diritto di aggiudicarsi l'appalto se la sua offerta è pari a quella del primo classificato, in quanto promotore del progetto). "Se non emergeranno criticità, la gara potrebbe partire nell’estate del 2026", ha confermato l'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda nell'ultimo Consiglio comunale, rispondendo a un'interpellanza del consigliere di Torino Libero Pensiero Pino Iannò.
Resta, nel frattempo, l'emergenza sanitaria e di sicurezza, emersa anche dai recenti sopralluoghi dell'assessore insieme alla polizia locale. L'obiettivo è duplice: capire come mettere in sicurezza l’area e impedire l’accesso abusivo all’ex impianto, ma anche gestire i casi di tossicodipendenza (quadruplicati negli ultimi anni, secondo Flavio Vischia, il direttore del dipartimento integrato dipendenze Asl Torino) che lì hanno trovato un loro punto di ritrovo. In questo solco si inserisce la richiesta di mozione a prima firma del consigliere Pd Tony Ledda, per accompagnare il progetto di riqualificazione in corso: un piano straordinario, che faccia muovere in sinergia prefettura, forze dell'ordine, Asl e servizi sociali territoriali, per dare vita a un presidio integrato e continuativo dell'area.
Un quadro che comunque perplime il consigliere Iannò: «Il degrado è sotto gli occhi di tutti e la riqualificazione è ancora lontana», sottolinea, chiedendo una presenza costante sul territorio in attesa del progetto definitivo.
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