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Il caso
21 Gennaio 2026 - 15:00
Foto di repertorio
A Lucento, precisamente in via Val della Torre, una vecchia cabina telefonica, fuori servizio da anni, si è trasformata in un emblema di trasandatezza. Quello che un tempo era un servizio pubblico è oggi un involucro spettrale che accumula rifiuti di ogni genere, emanando cattivi odori e venendo utilizzato impropriamente come latrina a cielo aperto. L'appello per la rimozione immediata della "carcassa" è stato rilanciato con forza da Paolo Biccari, un cittadino che ha dato voce all'esasperazione dei residenti, ormai stanchi di questa presenza insalubre e ingombrante proprio sotto le loro finestre.
La struttura incriminata non è solo un elemento antiestetico, ma rappresenta un vero e proprio rischio igienico-sanitario. Da mesi, la cabina funge da ricettacolo per immondizia e scarti. Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato: in molte parti della città, le cabine sopravvissute all'avvento degli smartphone, se non smantellate tempestivamente, finiscono per subire la stessa sorte, diventando micro-discariche o punti di bivacco.
Dalle stanze di Palazzo Civico arriva la conferma che il processo di dismissione delle cabine telefoniche ha subìto un'accelerazione significativa a partire dallo scorso dicembre. Attualmente, sul suolo cittadino restano ancora 258 postazioni, ma per 120 di queste la procedura di rimozione è già stata avviata formalmente. L'Amministrazione Comunale ha aperto un tavolo di confronto diretto con TIM per assicurarsi che il programma venga rispettato senza ulteriori slittamenti. Secondo quanto dichiarato dall' Assessorato alla Viabilità, il piano di smantellamento procederà con nuovi interventi cadenzati fino a luglio, con l'obiettivo finale di concludere l'intero dossier entro l'estate del 2026.
Nonostante la volontà locale, il percorso di pulizia urbana deve fare i conti con alcuni nodi normativi a livello nazionale. La fase conclusiva dello smantellamento è infatti subordinata all'avvio di una specifica iniziativa dell' AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Senza questo passaggio, non è possibile mettere la parola "fine" alla gestione delle cabine su tutto il territorio. Inoltre, per chi sperava in un recupero delle strutture, le notizie non sono confortanti: il Comune ha ufficialmente escluso la possibilità di donare le vecchie cabine a progetti di riuso creativo o biblioteche di strada, una pratica che era stata sperimentata con successo in passato ma che oggi risulta sospesa per ragioni tecniche e gestionali.
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