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Il progetto
23 Gennaio 2026 - 07:10
Dai grandi assi urbani ai collegamenti con la cintura, passando per scuole, università e stazioni ferroviarie, la rete ciclabile torinese si espande, diventando sempre più parte integrante della mobilità quotidiana.
Quasi nove milioni di passaggi ciclabili in un solo anno, rilevati da appena 33 sensori è il dato che lo fotografa meglio. Un sistema continuo, riconoscibile e integrato con il trasporto pubblico.
Su questa base si innesta il lavoro della Città Metropolitana di Torino, che attraverso Pums e Biciplan metropolitano ha integrato gli assi regionali in una rete sovralocale.
L'obiettivo è chiaro: rendere la bicicletta una reale alternativa all'auto negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.
Il risultato è una rete che cresce per stralci, ma dentro una visione unitaria: collegamenti con Venaria (via Lanzo), Moncalieri (via Nizza), Settimo (corso Vercelli), Nichelino (via Artom), Mappano e Borgaro (strada Curnier), insieme a nuovi assi urbani come corso Racconigi, via Tirreno, via Lancia-Braccini, corso Ferrara.
Ma non si tratta solo di piste ciclabili: al centro dell'ordito anche l'estensione delle Zone 30, le strade scolastiche, i percorsi ciclabili extraurbani e turistici e il progetto Bike-to-Rail, che collega 78 stazioni ferroviarie del territorio metropolitano. Una scelta politica rivendicata dall'amministrazione. I nuovi assi ciclabili già realizzati o in corso raccontano questa trasformazione.
Un capitolo a parte è quello delle ciclabili universitarie, finanziate dal Pnrr. Otto percorsi, circa 15 chilometri di nuovi assi e 4 milioni di euro di investimenti per collegare sedi universitarie e stazioni ferroviarie: da Porta Susa al parco Dora lungo corso Umbria, da Porta Nuova alle Molinette passando per corso Bramante e piazza Carducci, fino ai collegamenti tra Lingotto, Politecnico e Grugliasco. Corridoi verdi e 'car free' in direzione di una sempre maggiore diffusione della mobilità dolce.
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