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Piscine Sempione, il quartiere esulta: «Adesso siamo liberi»

I residenti della zona dopo il blitz: «Camminare davanti a quell'area era terribile, di giorno e di notte»

Lo sgombero delle piscine Sempione

Lo sgombero delle piscine Sempione

Una liberazione. Nella speranza che il blitz condotto ieri mattina serva a mettere la parola fine al degrado, allo spaccio di droga e alla paura che in zona serpeggia ormai da anni. Chi vive e lavora ai confini tra Barriera di Milano e Rebaudengo, e che ha visto le piscine Sempione diventare fortino della droga, adesso desidera solo che si volti pagina. In primis Pasquale Giglio, presidente del Rebaudengo, realtà calcistica che sorge a fianco delle ex piscine e che per troppo tempo ha visto i suoi ragazzi giocare a calcio a un amen dai drogati. Dopo minacce, furti nel centro sportivo e danneggiamenti alle auto parcheggiate, il presidente del “Reba” si augura che inizi un nuovo capitolo con la riqualificazione. «Forse siamo arrivati alla fine del tunnel - sospira Giglio - e sono contento che le battaglie che abbiamo condotto abbiano portato a un risultato. Ora speriamo che tutto vada per il meglio, non solo per la nostra società che sorge a fianco delle piscine, ma per tutto il quartiere».

Davide Neku, residente di zona e presidente di Italia Viva Torino, racconta: «Le piscine Sempione sono state la mia infanzia, per anni sono venuto qui a nuotare e vederle ridotte in questo stato, cioè a una vera e propria discarica, per me è un dolore. Ho saputo della riqualificazione e non vedo l’ora di vedere il grande centro sportivo. Mia figlia - prosegue - oggi ha due anni e spero di portarla a nuotare qui, dove ho nuotato io da bambino, una volta che sorgerà la nuova struttura». C’è però il problema dei disperati fatti sloggiare ieri. La domanda è la seguente: dove andranno? «Mi auguro - conclude Davide Neku - che queste persone vengano seguite e accompagnate all’interno di un percorso, altrimenti il problema verrà solo spostato, ma non risolto».

Ad esultare per il blitz e lo sgombero delle piscine è anche Luigi Ciaiolo. Luigi abita nel quartiere e ha ben presente la paura che in questi anni si provava nel camminare a fianco dell’impianto natatorio popolato dai tossici. «Lo sgombero è un gran bel segnale per tutti noi residenti - sottolinea - e speriamo che venga fatta pulizia di un luogo ora fatiscente ma che tanti anni fa era bellissimo. Ultimamente, invece, quando ci passavo davanti avevo timore, di giorno e di notte. Il desiderio è poter tornare ad usufruire di questo spazio, senza più avere paura».

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