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Sanità
27 Gennaio 2026 - 16:10
L’ospedale Koelliker di Torino compie un nuovo passo avanti sul fronte dell’innovazione sanitaria e tecnologica. La struttura ha annunciato l’introduzione di Beyeonics One, esoscopio oftalmico tridimensionale di ultima generazione, diventando il primo ospedale in Italia e il terzo in Europa a dotarsi di questa piattaforma avanzata di microscopia digitale. Si tratta di una tecnologia sviluppata in Israele e pensata per rivoluzionare la chirurgia oftalmica, in particolare gli interventi di cataratta e di chirurgia del segmento posteriore (maculopatie, pucker maculari, fori maculari, distacchi di retina). Un ambito destinato a crescere rapidamente, considerando che in Italia, come racconta il dott. Fausto Raveggi, chirurgo oftalmologo e responsabile dell’unità di Oftalmologia, si effettuano oggi oltre 700mila interventi di cataratta all’anno, con una previsione che supera il milione entro il 2030, anche a causa dell’allungamento dell’età media della popolazione. Al Koelliker, circa il 15% dei pazienti ha più di 90 anni, spesso con quadri clinici complessi.
Beyeonics One non è un microscopio tradizionale: è un esoscopio digitale 3D che utilizza un visore indossabile ad alta tecnologia, dotato di due telecamere 8K e di una piattaforma di visione completamente immersiva. Il chirurgo non osserva più attraverso un oculare fisso, ma “entra” virtualmente nel campo operatorio, con una profondità di campo estesa e latenza zero, ovvero senza alcun ritardo tra il movimento reale e l’immagine percepita. La visione resta nitida e a fuoco sia sulle strutture anteriori sia su quelle posteriori dell’occhio, consentendo di individuare con maggiore precisione anche le membrane più sottili. Un vantaggio soprattutto nei casi complessi, come le cataratte ipermature o gli interventi in presenza di maculopatie avanzate.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la gestione dell’illuminazione. Grazie all’elevato contrasto e alla sensibilità delle immagini, il chirurgo può ridurre l’intensità luminosa fino al 30% rispetto ai microscopi tradizionali, limitando l’esposizione dei tessuti oculari a luce potenzialmente fototossica. Il sistema integra inoltre un’illuminazione a infrarossi, invisibile al paziente e non tossica per l’occhio, che consente di operare anche in condizioni di scarsa visibilità, come nelle cataratte molto dure o prive di riflesso rosso del fondo oculare. Questo si traduce in interventi meno invasivi, minore utilizzo di coloranti e recuperi visivi più rapidi nelle fasi post-operatorie.
Il visore rappresenta un salto di qualità anche dal punto di vista ergonomico. Il chirurgo può operare in qualsiasi posizione, mantenendo una postura naturale e riducendo lo stress su collo, schiena e spalle. Ogni movimento della testa consente di regolare parametri come luce, contrasto e modalità di visione, senza distogliere le mani dal campo operatorio. Il sistema è inoltre integrabile con la diagnostica pre-operatoria: durante l’intervento è possibile richiamare in tempo reale esami come topografie corneali o Oct, migliorando il processo decisionale intraoperatorio, in particolare nella scelta e nel posizionamento delle lenti intraoculari premium.
L’investimento per l’acquisizione di Beyeonics One è superiore ai 350mila euro, a cui si aggiungono i costi di manutenzione e aggiornamento. Un investimento importante, che rientra però in un piano di sviluppo più ampio avviato dal 2021, con circa 20 milioni di euro destinati al potenziamento tecnologico e strutturale dell’ospedale. La possibilità di accedere in modo privilegiato a questa tecnologia è stata favorita dalla collaborazione con Narval Investimenti, che ha consentito al Koelliker di fungere da centro pilota per la sperimentazione clinica e operativa del sistema. Un aspetto da sottolineare è che la nuova tecnologia è messa a disposizione di tutti i pazienti, sia in regime di Servizio Sanitario Nazionale sia in ambito privato. L’obiettivo, in linea con l'idea dell'ospedale, è rendere l’innovazione uno strumento concreto di miglioramento della qualità delle cure sul territorio, e non un’esclusiva riservata a pochi.
Come sottolinea il dottor Fausto Raveggi, responsabile dell’Unità di Oftalmologia: «Vedere meglio significa ridurre i tempi operatori, gestire in modo più efficace le complicanze e migliorare i risultati post-operatori. Beyeonics One rappresenta un salto tecnologico reale, soprattutto nei pazienti anziani e nella chirurgia del segmento posteriore».
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