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Alta tensione a Torino
28 Gennaio 2026 - 19:57
Palazzo Nuovo è stato occupato dagli studenti dopo il tentativo di irruzione nel rettorato, culminato con la fuga dei docenti dalle Aule, di ieri mattina. "Domani assemblea", avevano preannunciato gli studenti dei collettivi vicini al centro sociale Askatasuna, dopo gli ultimi accesi botta e risposta con la rettrice Cristina Prandi.
E oggi, al termine: striscioni e fumogeni e occupazione.
Una protesta contro la decisione della rettrice Stefania Prandi di chiudere l’edificio. La chiusura, avvenuta durante la sessione d’esami, è stata giustificata dall’Ateneo per motivi di sicurezza, ma secondo gli studenti rappresenta un tentativo di limitare feste, eventi culturali e spazi di socialità consolidati nel tempo.
In un comunicato diffuso dai collettivi studenteschi, l’occupazione viene descritta come un “atto di riappropriazione” degli spazi dell’università, con l’obiettivo di garantire la convivenza tra attività accademiche e momenti di socialità. Gli studenti assicurano che le attività d’esame non saranno interrotte e che le aule destinate alle prove rimarranno disponibili, mentre le aree comuni ospiteranno pranzi condivisi, dibattiti e iniziative culturali.
“La formazione universitaria non è solo studio individuale, ma anche comunità e partecipazione” – sottolineano gli studenti –. L’università non può essere trasformata in un luogo di controllo, dove eventi culturali e momenti di socialità diventano ‘minacce’.
La protesta si inserisce in un quadro più ampio di critica alla gestione dell’ateneo e alle riforme sulla governance universitaria e sul lavoro precario nel settore accademico, che gli studenti accusano di precarizzare le condizioni dei lavoratori e di ridurre la partecipazione attiva di studenti e docenti.
L’occupazione proseguirà fino a quando non saranno garantiti spazi accessibili e partecipativi, secondo quanto dichiarato dai collettivi. L’iniziativa ha già attirato l’attenzione della comunità accademica e dei media locali, sollevando il dibattito sul ruolo degli spazi pubblici universitari e sulla partecipazione studentesca nella vita dell’ateneo.
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