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IL CASO

Aurora e Barriera dicono no: 1.200 firme contro la nuova ciclabile di corso Palermo

Residenti e commercianti contestano il progetto: “Spostatela in via Bologna, priorità a strade e spazi giovani”

Ciclovia Francigena, finanziamento da 2 milioni per il tratto Bussoleno-Susa

A Torino, la parola "riqualificazione" non sempre rima con entusiasmo. Lo scontro si è acceso violentemente attorno all'asse corso Palermo e via Martorelli, dove un ambizioso progetto di rinnovo urbano da 25 milioni di euro ha innescato una rivolta silenziosa ma numerosa: oltre 1.200 persone hanno firmato due petizioni per chiedere al Comune di fermarsi e ascoltare il quartiere.

Al centro della contesa c'è la realizzazione di una pista ciclabile e di nuove isole pedonali. Per l'amministrazione è modernità; per chi vive e lavora qui, invece, è il rischio di perdere centinaia di metri di parcheggio e di vedere le zone pedonali trasformarsi in nuovi luoghi di degrado e bivacco. "I commercianti sono terrorizzati, spiega Pierino Magro, presidente dell’associazione Pro.Mar, ogni volta che si parla di riqualificazione ne esce una de qualifica". I residenti rilanciano con una proposta pragmatica: spostare la ciclabile sulla vicina via Bologna, collegandola a percorsi già esistenti, per evitare di soffocare la viabilità locale.

Ma c'è anche un tema sociale profondo. Molti genitori lamentano la mancanza di "Case del Quartiere" o centri sportivi per i giovani, temendo che la ciclabile sia solo un intervento estetico che non tocca i veri problemi di Barriera di Milano: sicurezza, illuminazione e presidio del territorio. "Non servono solo marciapiedi nuovi, serve poter camminare tranquilli", è il grido che arriva dalle strade. La palla passa ora a Palazzo Civico: la sfida è dimostrare che 25 milioni possono davvero cambiare un quartiere senza farlo sentire espropriato della sua stessa quotidianità.

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