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L'INTERVISTA
01 Febbraio 2026 - 08:20
A volte si parla di destino, di quell’insieme imponderabile di cause che si pensa abbiano determinato gli eventi della vita. Ma c’è anche chi il proprio futuro ha deciso di non lasciarlo nelle mani del caso, ma di prendere le redini e costruirselo da sé. Anche a costo di andare lontano, di lasciare il proprio paese, la famiglia e partire inseguendo un sogno. È la storia di Maryam Fooladi, una giovane ragazza iraniana determinata che, a Torino, ha trovato la sua libertà.
«Sono nata in Iran, un contesto complesso, difficile ma ricco di resilienza - racconta la 28enne - in una famiglia tradizionale e religiosa». Eppure, col tempo, «hanno capito quanto fosse importante per me vivere in un luogo dove potessi davvero crescere, hanno preso una decisione molto difficile: hanno messo da parte le loro paure, accettato la mia scelta e mi hanno sostenuta nel mio percorso di migrazione». E così, dopo aver affrontato un duro percorso fatto di esami, domande all’università e processi per il visto, Maryam è partita all’avventura, in Italia, ripartendo da zero.
«L’inizio non è stato facile: nuova lingua, nuove regole». La grande difficoltà è stata riuscire a trovare casa: «Sono stata vittima di una truffa, il che ha ostacolato ancora di più questo nuovo inizio». E poi dal punto di vista culturale, oltre alla vita notturna a cui era abituata a Teheran, «qui le donne possono andare in bicicletta o in moto, guidare autobus e muoversi liberamente. Anche il fatto che le persone possano portare i cani ovunque, in Iran negli spazi pubblici è vietato».
Ambientatasi anche grazie ai nuovi amici torinesi, Maryam ha afferrato la sua occasione studiando il linguaggio dell’intelligenza artificiale a Torino, con un forte interesse per l’impatto sociale della tecnologia. Da una passione, allo studio, al lavoro. Oggi, la 28enne iraniana fa parte del team della KVA - Kakashi Venture Accelerator, la prima AI-native venture studio in Italia. Uno dei progetti significativi di Kva si chiama Newjee: «Una mappa, uno strumento per l’analisi della notizia - spiega Federico Bottino, il fondatore - Oggi l’informazione è diventata un campo di battaglia: polarizzata, manipolata, costruita per generare reazioni più che comprensione». In poche parole, l’idea è di creare un browser di ricerca in grado di “smantellare” la notizia e scindere la verità dalle fake news.
Una lavorazione non da poco, per chi, come Maryam tenta di capire da lontano cosa stia davvero succedendo nella terra che ha lasciato. La sua piccola rivoluzione si è svolta durante il movimento “Donna, Vita, Libertà”, cioè «un periodo di incertezza, pressione e paura». Ora, che ce l’ha fatta, l’incertezza e i timori restano: per i suoi genitori, coloro che hanno creduto nel suo destino e che non sente da oltre cento giorni.

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