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Il messaggio

Scontri a Torino, Vannacci: «I manifestanti pacifici sono complici»

Dal post su Instagram, chieste pene severe per chi aggredisce i poliziotti

Scontri a Torino, Vannacci: «I manifestanti pacifici sono complici»

Duro intervento sui social del vicesegretario della Lega Roberto Vannacci dopo i disordini avvenuti durante gli scontri di ieri sera durante la manifestazione per lo sgombero di Askatasuna. In un lungo post pubblicato su Instagram, Vannacci ha espresso pieno sostegno alle forze dell'ordine, respingendo con fermezza la narrazione dei “pochi violenti infiltrati” all'interno di cortei definiti pacifici.

Secondo il vicesegretario, quella ricostruzione sarebbe «una menzogna ormai stantia». Nel messaggio, Vannacci sostiene che i manifestanti cosiddetti pacifici avrebbero avuto un ruolo attivo nel favorire le azioni violente, fungendo da copertura e protezione per chi si è reso responsabile di aggressioni, danneggiamenti e incendi. Non semplici spettatori, ma – scrive – una presenza funzionale alla devastazione.

Nel post, Vannacci definisce quanto accaduto non come un fenomeno spontaneo, bensì come una «procedura» e una «tecnica collaudata», chiamando in causa una parte della sinistra politica, accusata di invocare il diritto costituzionale a manifestare in modo strumentale. Vannacci parla di un doppio standard, citando anche episodi di contestazione e blocco di iniziative politiche e conferenze stampa regolarmente autorizzate.

L’attacco si estende poi al piano politico e istituzionale. Nel messaggio, Vannacci accusa la sinistra di legittimare la violenza, di proteggere i centri sociali e di delegittimare sistematicamente le forze dell’ordine, contribuendo - secondo lui - a indebolirne il ruolo e l’operatività. Parole particolarmente dure vengono riservate a quelli che definisce i “mandanti morali” delle violenze, individuati direttamente in ambito parlamentare.

Il post si chiude con richieste nette: lo sgombero dei centri sociali considerati luoghi di illegalità ed eversione, il divieto di realtà come Askatasuna a Torino e pene severe per chi aggredisce gli appartenenti alle forze dell’ordine. «Chi tocca un poliziotto deve andare in galera, per anni», scrive Vannacci, ribadendo il proprio schieramento «con le forze dell’ordine e con l’Italia».

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