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Il caso

Tutti contro Avs (e Lo Russo): «Basta vicinanza ad Aska»

Nel mirino della centrodestra la partecipazione di Grimaldi, Ravinale e Cera al corteo del 31 gennaio

Tutti contro Avs (e Lo Russo): «Basta vicinanza ad Aska»

«Incompatibile la presenza di esponenti delle istituzioni con chi fiancheggia la violenza». Poche, chiare, parole riferite prima dal presidente della Regione Alberto Cirio, poi, in termini più sprezzanti, dai suoi compagni di partito. «E' l'ennesimo richiamo che facciamo a Lo Russo. Va a finire sempre allo stesso modo», sottolinea il ministro della Pubblica Amministrazione e segretario regionale FI Paolo Zangrillo.

Nella giornata di ieri, il partito, con una conferenza stampa nazionale - previo allineamento con il vicepremier e segretario nazionale Antonio Tajani - ripete con più forza quello che già a valle degli scontri successivi allo sgombero del centro sociale Askatasuna, il 18 dicembre, aveva chiesto. «Un atto netto e inequivocabile: Avs deve essere immediatamente estromessa dalla giunta e dalla maggioranza», asserisce il segretario provinciale Roberto Rosso.

Con le immagini di violenza estrema del clou del corteo che ha devastato Vanchiglia, sabato scorso, la partecipazione in piazza, assieme a migliaia di manifestanti, di alcuni esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, e Sinistra Ecologista (il deputato Marco Grimaldi, le consigliere regionali Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro, i consiglieri comunali Emanuele Busconi e Sara Diena) genera sconcerto nel centrodestra, che non vede alternativa (o non trova occasione più ghiotta) per ribadire lo slogan «Avs fuori».

«Ogni esitazione - sostiene Rosso - renderebbe il sindaco politicamente complice del clima di caos che sta travolgendo la città e, dunque, in questo caso, sarebbe indispensabile andare a elezioni anticipate dando la parola ai torinesi. Lo Russo ci dica se sta con i cittadini o con i delinquenti», aggiunge ancora.

Per il presidente della Regione Alberto Cirio, che ricorda la visita della premier nella mattinata di ieri, istituzionale, ma anche «affettuosa», e rappresentativa del fatto che «lo Stato non arretra», «il clima è pericoloso». E quello di sabato scorso lo definisce senza mezzi termini un «attacco premeditato alla città». «Erano settimane che venivano chiamate a raccolta delinquenti, con il motto "prendiamoci la città". La Regione, si costituirà parte civile», dice il governatore. Azione caldeggiata, con un Odg depositato ieri, anche dal capogruppo regionale della Lega Fabrizio Ricca: «È una scelta politica chiara: il Piemonte sta dalla parte della legalità, non dei violenti». Mentre Fratelli d'Italia ha indetto per questa mattina una conferenza stampa per presentare la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore alla Politiche Sociali Jacopo Rosatelli (sebbene non presente alla manifestazione di sabato).

È, infine, anche il segretario cittadino FI Marco Fontana, a rimarcare la: «Chiara connivenza e copertura di parte della sinistra». «Quello avvenuto ieri (sabato, ndr) - aggiunge - è legittimazione di una parte che vuole solo ascoltare la propria idea».

Accuse rispetto a cui non intende tacere la capogruppo in Regione Piemonte Alice Ravinale. «Se qualcuno vuole colpevolizzarci, l'accusa è rispedita al mittente. Eravamo tutti in piazza come esponenti istituzionali. Viviamo con grande responsabilità il nostro ruolo». «Il mondo che sta in difesa degli spazi sociali è ben più ampio di quello che il centrodestra vuole dipingere».

L'esponente dei Verdi, in difesa soprattutto del «bersaglio Rosatelli», rifiuta ogni «incompatibilità di ruolo». «Quello che facciamo è volto ad abbassare la tensione, non alzarla. Piantatela di soffiare sul fuoco. Sottintendono una copertura da parte nostra che non c'è. Non c'eravamo noi a fare i tafferugli», replica alle accuse.

Perché quest'insistenza su Avs? «Per dividere la sinistra», aggiunge la capogruppo. Uno strumento politico come un altro, insomma. Ma è anche parte della stessa maggioranza Lo Russo a schiarire la voce e fare la morale: «La vera solidarietà dei partiti e delle istituzioni alle forze dell'ordine si dà non partecipando a queste manifestazioni con esito scontato», concludono Moderati e Demos in Consiglio comunale

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