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Il caso
07 Febbraio 2026 - 12:03
Sono state rimosse tempo fa da mezzi destinati alla demolizione, ma sono rimasti lì. Col rischio di un incendio o, peggio ancora, un’esplosione.
Nelle officine Gtt i lavoratori sottostanno quotidianamente a una gestione approssimativa di materiali pericolosi, con rischi concreti per la sicurezza dei lavoratori e un aggravio economico stimato in 50mila euro.
È quanto emerge dall’interpellanza presentata dal consigliere comunale Giuseppe Catizone (Lega), che punta i riflettori sulle criticità delle officine Gtt di Manin, Tortona e Venaria.
Invece di essere smaltite tempestivamente, le batterie sarebbero state accumulate nelle aree di manovra, esponendo il personale a rischi per la propria incolumità e costringendo l’azienda a un successivo intervento d’urgenza dal costo elevato, pari a 50mila euro.
«Un ritardo negligente – afferma Catizone – che non solo mette a rischio la vita dei lavoratori, ma genera extra-costi pesantissimi per le casse pubbliche».
Una gestione definita «superficiale», che si inserisce in un quadro più ampio di carenze strutturali e organizzative.
Con l’atto presentato il consigliere chiede chiarimenti alla Giunta Lo Russo (di cui Gtt è una partecipata) su responsabilità gestionali e un cambio di passo.
Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Filoramo, segretario regionale Faisa Cisal Piemonte, che parla di una pericolosa assuefazione al rischio: «Non accetteremo che la salute dei lavoratori sia subordinata a comportamenti superficiali e reiterati», dichiara.
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