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Il caso

Rischi esplosivi nelle officine Gtt

Vecchie batterie lasciate a giacere per mesi, il sindacato: «Condotta superficiale»

Rischi esplosivi nelle officine Gtt

Sono state rimosse tempo fa da mezzi destinati alla demolizione, ma sono rimasti lì. Col rischio di un incendio o, peggio ancora, un’esplosione.

Nelle officine Gtt i lavoratori sottostanno quotidianamente a una gestione approssimativa di materiali pericolosi, con rischi concreti per la sicurezza dei lavoratori e un aggravio economico stimato in 50mila euro.

È quanto emerge dall’interpellanza presentata dal consigliere comunale Giuseppe Catizone (Lega), che punta i riflettori sulle criticità delle officine Gtt di Manin, Tortona e Venaria.

Invece di essere smaltite tempestivamente, le batterie sarebbero state accumulate nelle aree di manovra, esponendo il personale a rischi per la propria incolumità e costringendo l’azienda a un successivo intervento d’urgenza dal costo elevato, pari a 50mila euro.

«Un ritardo negligente – afferma Catizone – che non solo mette a rischio la vita dei lavoratori, ma genera extra-costi pesantissimi per le casse pubbliche».

Una gestione definita «superficiale», che si inserisce in un quadro più ampio di carenze strutturali e organizzative.

Con l’atto presentato il consigliere chiede chiarimenti alla Giunta Lo Russo (di cui Gtt è una partecipata) su responsabilità gestionali e un cambio di passo.

Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Filoramo, segretario regionale Faisa Cisal Piemonte, che parla di una pericolosa assuefazione al rischio: «Non accetteremo che la salute dei lavoratori sia subordinata a comportamenti superficiali e reiterati», dichiara.

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