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L'eccellenza
08 Febbraio 2026 - 08:05
Presso l’Aula Magna dell’ospedale Molinette di Torino si è concluso il percorso accademico per trentuno giovani medici della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna. La cerimonia, svoltasi alla presenza di oltre trecento intervenuti, ha segnato un momento di crescita per la sanità regionale, mettendo in luce l’importanza della collaborazione tra i poli universitari e le strutture ospedaliere del territorio. In particolare, si è distinto il gruppo di medici formatosi presso l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, i cui tre candidati hanno discusso tesi sperimentali valutate con il massimo dei voti, lode e menzione.
Il traguardo raggiunto dai trentuno neo-specialisti è il risultato di una rete formativa che vede l’Università di Torino dialogare costantemente con i reparti ospedalieri. A coordinare i lavori della componente cuneese è stato il dottor Luigi Fenoglio, docente della Scuola di Specializzazione e responsabile del S. Croce Ospedale di Insegnamento.
Le tre tesi premiate si sono concentrate su problematiche mediche di grande rilievo, utilizzando dati raccolti direttamente sul campo: Angela Dupuis ha presentato uno studio sulla trombosi venosa splancnica, una patologia complessa dell'apparato digerente. La ricerca ha analizzato una casistica di oltre cento pazienti trattati a Cuneo, offrendo un contributo significativo alla comprensione epidemiologica di una condizione clinica dove la diagnosi precoce risulta spesso determinante per l’esito del trattamento.
Roberto Galliano ha condotto una valutazione statistica su 456 pazienti ricoverati nel 2023 per scompenso cardiaco acuto. Lo studio ha esaminato l’impatto delle comorbilità sulla prognosi e sulla mortalità sia durante la degenza sia nel periodo post-dimissione, fornendo parametri utili per la gestione clinica di questi malati.
Francesco Biagini si è occupato delle metodiche ecografiche per la valutazione della congestione acuta e cronica. La tesi ha approfondito l’impiego dell’ecografia bedside (eseguita direttamente al letto del malato) per stimare con accuratezza lo stato di congestione nei pazienti con scompenso cardiaco e in quelli affetti da malattia renale cronica allo stadio terminale.
Al di là del riconoscimento accademico, questi lavori offrono strumenti concreti per il miglioramento dei protocolli clinici. L’analisi di casistiche ampie — come quella sui 456 pazienti con scompenso cardiaco — permette di elaborare strategie mirate alla riduzione della mortalità e delle complicanze. Allo stesso modo, l’implementazione di tecniche diagnostiche rapide come l’ecografia bedside consente all'internista di affinare le diagnosi e intervenire in tempi brevi, migliorando l'efficienza complessiva delle cure.
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