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il giorno del ricordo
11 Febbraio 2026 - 10:30
Torce, fiaccolata e tamburi: in cento sfidano la pioggia e onorano i martiri delle foibe
Hanno sfidato il freddo e soprattutto la pioggia battente. Fiaccole, torce tricolori, erano almeno cento i partecipanti ieri sera alla tradizionale fiaccolata che, come ogni anno in occasione del 10 febbraio, ha commemorato i martiri delle foibe nel quartiere Lucento. L'iniziativa è stata organizzata dal Comitato 10 febbraio, in ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia, e ha avuto il patrocinio del Consiglio regionale e della Circoscrizione 5. Commemorazione e corteo che ha percorso le strade del quartiere, con torce, tamburi e lo striscione: “Onore ai martiri delle foibe”. Al termine della sfilata, svoltasi senza contestazioni (i partecipanti erano sorvegliati a vista da polizia e carabinieri) i manifestanti si sono fermati davanti alla lapide che dal 2005, in corso Cincinnato angolo via Pirano, ricorda i martiri delle foibe.
«Nonostante la pioggia, oltre cento persone hanno sfilato attorno al villaggio Santa Caterina. Da qualche anno abbiamo preso una decisione, quella di fare la fiaccolata sempre il 10 febbraio. La scelta più etica», ha affermato Matteo Rossino del Comitato 10 febbraio. «E così anche in questo 10 febbraio siamo qui. Siamo qui a fare qualcosa di sacro. Eppure - ha aggiunto Rossino - la situazione che si sviluppa, ogni anno, attorno a questa data, non aiuta. Nonostante il 10 febbraio sia stato riconosciuto per legge, si continua a negare. E i peggiori sono quelli che giustificano. Le foibe ci sono state e sono state perpetrate dai comunisti di Tito, aiutati dai partigiani italiani. Grazie al governo Meloni il ricordo è più vivo e partecipato, ma c’è sempre qualcuno che cerca di sminuire, di inserire un "ma". Questo non lo possiamo permettere. A Genova ogni anno viene rotta la lapide di Norma Cossetto. Non bisogna normalizzare tutto questo. Chi rinnega le foibe rinnega l'Italia».
Presente alla commemorazione anche Fabrizio Ricca, consigliere regionale della Lega. «Il 10 febbraio va sempre ricordato con responsabilità. Chi utilizza i "ma" è al pari dei partigiani titini. Vediamo che certe idee non muoiono ancora. Noi, dobbiamo mantenere vivi nomi, cognomi e posti dove queste persone hanno vissuto. Eppure, a qualcuno il silenzio fa comodo. Noi lo combattiamo con le parole. Esserci vuol dire ricordare», ha detto Ricca. «Spesso attorno al Ricordo vengono fatte polemiche di basso livello. Noi andiamo avanti», ha sottolineato Silvia Acquaro, consigliera della Circoscrizione 5. Sabato scorso, con una cerimonia proprio al villaggio Santa Caterina, zona di case popolari nel quartiere Lucento-Vallette, il Piemonte è stata la prima regione d’Italia a restituire gli alloggi agli esuli e ai loro discendenti. Un bando che ha raccolto 30 domande: otto le case assegnate.
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