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11 Febbraio 2026 - 12:26
A Torino l’esperienza della Fondazione AIEF dimostra che la riqualificazione urbana può diventare un motore stabile di inclusione sociale e sviluppo economico. A certificarlo è il bilancio d’impatto 2022-2025, che fotografa quattro anni di attività nei poli di Mirafiori Sud e del Castello di Lucento, oggi trasformati in centri vivi di servizi, cultura e sostegno alle fragilità.

I numeri raccontano una crescita significativa: 1,4 milioni di euro raccolti attraverso donazioni e partnership territoriali hanno generato un valore stimato superiore ai 4 milioni di euro. Un effetto moltiplicatore che si traduce in 12 progetti attivi, 25 posti di lavoro creati e centinaia di beneficiari coinvolti ogni anno. Ma il dato più rilevante è quello umano: quasi otto persone su dieci dichiarano che la partecipazione alle attività ha migliorato concretamente la propria qualità della vita.
Il percorso parte dal recupero di due edifici un tempo inutilizzati. Oggi il Castello di Lucento e il Centro AIEF di Mirafiori sono riconosciuti come Centri di Protagonismo Giovanile e ospitano iniziative che spaziano dall’inserimento lavorativo alla prevenzione sanitaria, dal sostegno educativo alla promozione culturale.
Tra i progetti simbolo c’è la Mangianuvole Caffetteria Sociale, che offre opportunità formative a giovani con disabilità, e il Centro Diurno per minori con psicopatologie, attivo in collaborazione con i servizi sanitari del territorio. A Mirafiori, invece, trovano spazio attività dedicate agli anziani, orti didattici per percorsi di autonomia e la Cartoleria Sospesa, che ogni anno supporta centinaia di bambini in difficoltà economica.
Nel quadriennio sono stati accolti 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, oltre 1.650 bambini in povertà e 3.800 studenti inseriti in percorsi educativi. Più di 2.470 famiglie hanno beneficiato direttamente delle attività, grazie a una rete costruita con scuole, enti del terzo settore e imprese.

L’analisi, condotta attraverso 165 questionari e numerose interviste qualitative, evidenzia effetti concreti sul tessuto urbano. Il 94% dei partecipanti segnala un rafforzamento del senso di appartenenza al quartiere; oltre il 60% percepisce una maggiore sicurezza negli spazi circostanti. Crescono le relazioni sociali e la fiducia: l’80% dei giovani coinvolti dichiara di sentirsi più autonomo, mentre tra gli anziani aumenta il livello di benessere e socialità.
«Dietro ogni numero e ogni parola ci sono volti, fragilità accolte e autonomie ritrovate», osserva il presidente Tommaso Varaldo. «AIEF Impact 2022-2025 non racconta solo i progetti realizzati, ma le relazioni costruite, le comunità rafforzate e le speranze accese. Il nostro impegno dimostra che investire nelle persone e nella cura dei luoghi significa generare valore duraturo e opportunità di crescita».
L’esperienza torinese è stata segnalata come buona pratica a livello nazionale ed europeo. Un modello che, secondo la presidente di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Cristina Di Bari, rappresenta «un modello di economia sociale affine alle logiche dell'impact investing, in particolare per la capacità di generare valore economico e sociale a beneficio di tutti».
Anche le istituzioni locali sottolineano l’importanza dell’iniziativa. Il sindaco Stefano Lo Russo evidenzia che «riqualificare spazi come il Castello di Lucento significa creare luoghi di incontro, cultura e sostegno, dove le persone possono sentirsi accolte e parte attiva della vita del quartiere». Per il presidente della Regione Alberto Cirio, l’innovazione sta nella prevenzione: «non limitarsi a curare i problemi, ma lavorare per evitarli, partendo dalla prossimità, dalla vita quotidiana delle persone».
Dal fronte sanitario, la direttrice dell’Ospedale Infantile Regina Margherita Franca Fagioli sottolinea che «la bellezza e la qualità degli spazi favoriscono benessere, fiducia e relazioni positive tra pazienti, famiglie e operatori», mentre il direttore generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco parla di un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e terzo settore capace di dare risposte alle emergenze giovanili.
A spiegare meglio di qualsiasi statistica il senso del progetto è Fabio, giovane lavoratore della Caffetteria Sociale: «Quando lavoro al Castello mi sento felice ed appagato… ogni giorno impariamo a fare qualcosa di nuovo ed a migliorarci sempre più».
Numeri, riconoscimenti e testimonianze convergono in un’unica direzione: la rigenerazione urbana, quando accompagnata da una visione sociale e da una rete territoriale solida, può trasformarsi in un investimento che produce valore diffuso, misurabile e duraturo per l’intera comunità.
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