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L'evento

PoliTo "palestra" per la PA: una summer school ma non solo

Politecnico di Torino e pubblica amministrazione alleate per innovare: tecnologie, adeguamento normativo e formazione per governare il cambiamento

PoliTo "palestra" per la PA: una summer school ma non solo

Università e Pubblica Amministrazione come alleate nell’innovazione. È questo il filo conduttore dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 del Politecnico di Torino, che si è svolta questa mattina alle OGR Torino davanti alle autorità accademiche e istituzionali.

Al centro della cerimonia il ruolo dell’ateneo come attore pubblico dell’innovazione, capace di affiancare la Pubblica Amministrazione non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello normativo e regolamentare. Un dialogo strutturato che, secondo il rettore Stefano Corgnati, rappresenta una prospettiva strategica accanto alla storica vocazione industriale del Politecnico.

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il presidente della Regione Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione Paola Severino e la presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti.

Innovare anche le regole

Formazione, ricerca e dialogo con la società: sono le tre missioni fondamentali richiamate durante l’incontro. Ma innovare, è stato sottolineato, non significa soltanto sviluppare nuove tecnologie.

Dalla connettività Wi-Fi nelle aree remote alle smart city, fino ai digital twin per le previsioni urbanistiche, la collaborazione con la PA è stata presentata come un laboratorio concreto di innovazione applicata. Tuttavia, perché l’innovazione tecnologica possa essere efficace, deve essere accompagnata da un adeguamento normativo.

La tecnologia corre molto più veloce delle regole — ha spiegato Corgnati —. Vogliamo portare ai tavoli di policy making una sensibilità tecnologica che completi quelle economico-finanziarie e giuridiche. Rendere disponibile la tecnologia alla collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruirne”.

Formare talenti per la PA

Un altro tema centrale è stato quello della formazione. L’obiettivo è avvicinare studentesse e studenti a una Pubblica Amministrazione vista non come apparato distante, ma come ambito professionale in cui mettere a frutto competenze tecnologiche e capacità innovative.

“La PA è fatta di persone — ha sottolineato il direttore generale Vincenzo Tedesco —. Nessuna innovazione può avere successo senza capitale umano formato e motivato. La sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento”.

Sulla stessa linea il ministro Paolo Zangrillo, che ha richiamato la necessità di investire sulla formazione continua per costruire una Pubblica Amministrazione moderna, capace di interpretare e governare la trasformazione digitale.

“Nei tempi di cambiamento rapido la qualità delle istituzioni diventa decisiva perché, devo dirci una profonda verità, i diritti non vengono quasi mai cancellati all'improvviso, ma vengono gradualmente compresse, questo ce lo insegna la storia. Si complicano prima i percorsi di accesso, poi si producono condizioni, man mano si restringono le opportunità e spesso non ce ne accorgiamo un movimento sottile”, aggiunge il sindaco Stefano Lo Russo.

Al via la Summer School

Tra le novità annunciate, la prima edizione di una Summer School dedicata a “Tecnologie e Pubblica Amministrazione”, rivolta a 50 studenti magistrali e di dottorato. Un progetto pilota che punta a formare profili capaci non solo di progettare soluzioni tecnologiche, ma anche di comprendere linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità del settore pubblico.

“È una sfida culturale che guarda lontano — ha concluso Corgnati —. Vogliamo preparare professionisti in grado di sedersi ai tavoli in cui si definiscono le politiche pubbliche, portando una solida cultura tecnico-scientifica nel cuore dell’innovazione pubblica”.

Un messaggio chiaro, in un tempo segnato da trasformazioni rapide e sistemi decisionali sempre più complessi: per governare il cambiamento, servono competenze tecniche capaci di incidere dove nascono le regole.

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