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L'inaugurazione

Al Cottolengo di Torino inaugurate due nuove sale operatorie: più efficienza e meno attese

Investimento tecnologico e riorganizzazione dei percorsi per potenziare la chirurgia ambulatoriale. Al centro anche il tema della salute mentale e della riduzione delle disuguaglianze

Al Cottolengo di Torino inaugurate due nuove sale operatorie: più efficienza e meno attese

Al Ospedale Cottolengo di Torino si apre una nuova fase nel segno dell’innovazione e dell’attenzione ai pazienti. Al primo piano della struttura sono state inaugurate due nuove sale operatorie dedicate alla chirurgia ambulatoriale complessa, un investimento che punta a rendere più efficiente l’attività clinica e a migliorare l’esperienza di cura.

L’inaugurazione si è svolta questa mattina, a ridosso della Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio, dopo un convegno organizzato presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Al centro dell’incontro il tema delle disuguaglianze e della salute mentale, due questioni sempre più centrali nel dibattito sanitario.

Le nuove sale saranno operative nei prossimi giorni e ospiteranno interventi in ambito oculistico, ortopedico e di chirurgia generale di minore complessità, destinati a pazienti che non necessitano di ricovero.

L’intervento è stato reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo: oltre alla realizzazione degli spazi, sono stati rinnovati gli impianti e acquistate strumentazioni chirurgiche di ultima generazione.

L’obiettivo è duplice: alleggerire le sale operatorie tradizionali e rendere più snelli i percorsi interni. Il direttore generale Gian Paolo Zanetta ha spiegato: “Questa nuova struttura ha due scopi: uno organizzativo, per decongestionare le sale operatorie tradizionali, ma soprattutto migliorare fortemente i percorsi del paziente”.

In sostanza, tutti gli interventi che non richiedono degenza verranno concentrati in questi nuovi spazi, con benefici concreti: liste d’attesa più brevi, tempi ottimizzati e un accesso più semplice ai servizi. L’iniziativa si inserisce in un piano più ampio di ammodernamento che ha già coinvolto la diagnostica per immagini, il rientro interno dell’anatomia patologica e che prevede ulteriori interventi nei prossimi mesi.

Durante la giornata è intervenuto anche Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa, richiamando il messaggio del Papa per la Giornata del Malato: la compassione deve trasformarsi in gesto concreto, in assistenza reale.

Ha ricordato come la missione della Piccola Casa, attiva da quasi due secoli, sia proprio quella di tradurre l’attenzione verso i più fragili in servizi tangibili, strutture adeguate e risposte moderne ai bisogni sanitari. L’ospedale, ha sottolineato, è una parte viva di questo progetto e necessita di continui investimenti per restare al passo con le esigenze della comunità.

Nel corso del convegno è intervenuto anche Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che ha posto l’accento sul legame tra disuguaglianze sociali e salute mentale.

Tra i concetti chiave richiamati, quello di One Mental Health, una visione olistica che collega il benessere psichico ai fattori sociali, ambientali ed economici. Non solo cura, dunque, ma soprattutto prevenzione: la sfida futura è evitare che il disagio si trasformi in disturbo conclamato, promuovendo una nuova cultura della salute mentale.

Con le nuove sale operatorie e un progetto complessivo di rinnovamento, il Cottolengo rafforza così la propria vocazione: coniugare innovazione sanitaria, attenzione alla persona e impegno sociale, nel cuore di Torino.

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