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Il caso
16 Febbraio 2026 - 19:03
«Una cartella da poche centinaia di euro è diventata di 4 mila. La banca mi minaccia. Io non dormo». Mahmoudi ha 63 anni. Ha perso il lavoro per via del Covid. Da allora si sono iniziate ad accumulare Tari, Imu, bollo auto e multe, che non è più riuscito a pagare. «Sono passate da qualche centinaio di euro a più di 10mila», spiega.
Ha 35 anni di lavoro in Italia alle spalle l'uomo, di origini egiziane, e racconta così il peso delle cartelle esattoriali accumulate dal 2018 in avanti. Oggi vive con 600 euro di sostegno, cinque persone a carico e una casa di 50 metri quadrati. «Mi sento tradito», dice. È una delle voci che Forza Italia porta al centro del dibattito sulla cosiddetta "rottamazione delle cartelle comunali", con un sit-in organizzato davanti al Municipio questa mattina.
La mozione per chiedere al Comune di aderire alla definizione agevolata dei tributi locali – presentata dalla capogruppo azzurra Federica Scanderebech – risale all'agosto del 2025. Poi, la discussione lo scorso 26 gennaio ma non votata. Da allora, la promessa da parte dell'assessora al Bilancio Gabriella Nardelli di una commissione per approfondire il tema, non ancora convocata, mentre i sessanta giorni previsti dalla Legge di Bilancio per aderire alla misura scorrono.
Cosa prevede la definizione agevolata
La norma richiesta da Scanderebech consente ai Comuni di attivare una sanatoria su Imu, Tari e multe: il contribuente paga il capitale dovuto, ma vengono azzerati sanzioni e interessi. Non un condono, dunque, ma un abbattimento degli accessori per favorire la regolarizzazione e recuperare crediti difficilmente esigibili.
«Non è un regalo agli evasori – sostiene l’ex consigliere comunale e commercialista Raffaele Petrarulo – ma un aiuto concreto a chi non è riuscito a pagare per difficoltà reali, come ad esempio Mahmoudi». Secondo Petrarulo, aderire significherebbe trasformare in incassi almeno una parte dei crediti oggi iscritti a bilancio e gestiti da Soris, evitando di gonfiare ulteriormente il Fondo crediti di dubbia esigibilità.
La scelta politica
Scanderebech chiede che il Comune «faccia automaticamente» ciò che la legge nazionale consente, e che già in grosse città come Napoli e Milano si sta recependo. «Chiediamo la calendarizzazione quanto prima», continua.
Per Forza Italia la scelta è netta: tentare di recuperare risorse offrendo una chance a chi vuole mettersi in regola, oppure lasciare immobilizzate nei bilanci somme che rischiano di restare inesigibili.
Sul tavolo non c’è solo una questione contabile, ma sociale. «Parliamo di famiglie che hanno accumulato debiti durante la pandemia – insistono Scanderebech e Petrarulo –. Ogni giorno di ritardo può far perdere un’opportunità concreta».
E mentre il confronto resta sospeso in aula, storie come quella di Mahmoudi continuano ad accumularsi fuori dal Municipio.
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