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19 Febbraio 2026 - 12:31
Il cantiere nasconde i negozi, su recinzioni e pali spuntano i cartelli per trovarli
Cartelli su recinzioni e pali della luce, per indicare ai passanti che dietro a reti e striscioni i negozi ci sono ancora, sono aperti e pronti ad accogliere i potenziali clienti. Ma neanche questo è sufficiente per porre un freno alla "emorragia" di incassi.

A Torino, i commercianti di via Bologna e via Gottardo da mesi "lottano" contro il cantiere dell'idropolitana. Lavori indispensabili per la città ma per i quali, proprio come accaduto per le grandi opere del passato e del presente come il passante ferroviario e la metropolitana, a pagare il prezzo rischiano di essere i negozianti che hanno la sfortuna di avere le proprie attività a ridosso delle reti. Polvere, rumore, difficoltà di parcheggio, fino al rimanere letteralmente nascosti da recinzioni e mezzi pesanti, vicini ma quasi irraggiungibili per i passanti e gli automobilisti. E' questa la situazione che vivono anche i commercianti di questa zona, proprio al confine tra Barriera di Milano e Regio Parco, costretti a convivere con i disagi (e le ricadute economiche) del cantiere dell'idropolitana, opera strategica da 170 milioni di euro che consiste in un tunnel di circa 14 chilometri (di cui 9,5 scavati con la talpa "Gaia") che attraversa la città da nord a sud per ridurre i rischi di allagamento e disinquinare il Po.
A raccogliere le richieste di aiuto dei commercianti è stata la Circoscrizione 6: «Questo cantiere - confermano il presidente Valerio Lomanto e la coordinatrice all'Ambiente Giulia Zaccaro - crea un disagio che proseguirà ancora per 16 mesi. Per questo, a nome della Circoscrizione, abbiamo chiesto sgravi fiscali e un tavolo di lavoro con gli assessori Chiavarino e Nardelli. Le attività commerciali soffriranno ancora a lungo e rischiano di vedere calare le entrate. Dobbiamo stare vicino e supportare questi commercianti che combattono ogni giorno e sono anche un presidio dal punto di vista territoriale».
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