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Il caso
21 Febbraio 2026 - 07:30
Volantini del “Vota No” davanti alle bollatrici dei dipendenti e Palazzo Civico diventa teatro di propaganda, nonostante il divieto del Corecom di fare campagna elettorale negli edifici pubblici. A far salire la tensione, poi, ci pensa il suo primo inquilino, il sindaco Stefano Lo Russo, che nel pomeriggio diffonde sui social un videomessaggio inequivocabile: «Votate No, la riforma rischia di mettere la giustizia nelle mani della maggioranza politica».
La sua, era una posizione già nota. Lo scorso 24 gennaio aveva firmato, insieme ad oltre 150 sindaci, un documento in cui si denunciava come la riforma rischiasse di alterare l’assetto costituzionale senza affrontare le emergenze della giustizia.
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Ma le critiche non tardano ad arrivare. Il leader della Lega Fabrizio Ricca parla di «sondaggio mascherato», una sorta di banco di prova, insomma, "su come potrebbero andare le elezioni a Torino". Il capogruppo 5S Andrea Russi ammette l’inopportunità ma giustifica l’espressione politica, mentre il consigliere FdI Ferrante De Benedictis parla di «fuori luogo» e invita il sindaco a occuparsi «dei veri problemi della città», conclude.
Così Palazzo Civico inizia a sembrare più un set elettorale che la casa dei torinesi.
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