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Torino divisa per l'ex caserma Lamarmora: quasi 24mila firme contro il cambio di gestione

Non sono ancora stati indicati tempi definitivi per l’avvio operativo del nuovo soggetto, ma il subentro avverrà nelle prossime settimane

Torino divisa per l'ex caserma Lamarmora

Il futuro degli spazi dell’ex caserma Lamarmora in corso Ferrucci a Torino è oggetto di discussione dopo l’esito del bando con cui la Circoscrizione 3 ha riassegnato la gestione

Il futuro degli spazi dell’ex caserma Lamarmora in corso Ferrucci a Torino è oggetto di discussione dopo l’esito del bando con cui la Circoscrizione 3 ha riassegnato la gestione: lo spazio, utilizzato dal 2011 dall’associazione culturale Comala, è stato affidato a una nuova cordata. Non sono ancora stati indicati tempi definitivi per l’avvio operativo del nuovo soggetto, ma il subentro viene collocato nelle prossime settimane o mesi.

In questi giorni, sui social e attraverso prese di posizione pubbliche, diversi utenti hanno espresso contrarietà allo stop delle attività svolte negli anni all’interno della struttura. Parallelamente, su Change.org è stata avviata una raccolta firme che chiede di garantire un supporto affinché Comala possa proseguire le proprie attività culturali e sociali. Al 24 febbraio 2026 le adesioni risultano quasi 24mila.

La cordata che ha ottenuto l’assegnazione è guidata da Social Innovation Teams Italia e comprende Area G, Associazione Nessuno, Il Tiglio, Misteria, Si Può Fare e Zero Waste Italy. Tra i soggetti indicati compare anche l’associazione Eufemia. Nel dibattito cittadino viene richiamato un precedente del 2024, quando Eufemia ha comunicato il licenziamento di lavoratrici motivandolo con la scelta di eliminare posizioni di lavoro dipendente e di tornare a una gestione basata su volontari e servizi esternalizzati. Cinque lavoratrici, assistite dall’avvocata Giulia Druetta, hanno avviato un’azione legale conclusa con un accordo economico prima dell’avvio dei processi nel merito.

Sul piano politico, la sostituzione dello storico gestore ha alimentato polemiche sulla valutazione delle esperienze e sulla continuità della programmazione. La nuova cordata ha indicato l’intenzione di mantenere una linea in continuità con le attività precedenti, integrandola con nuovi filoni, tra cui iniziative legate allo sviluppo di start up.

Nel confronto pubblico è circolata anche una lettera aperta firmata da un genitore e indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo, che chiede un intervento rapido sul destino degli spazi e contesta l’assegnazione a una cordata che include realtà non torinesi, citando in particolare l’interesse per progetti rivolti a studenti e fuorisede.

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