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Ok al Cresci Piemonte, la preghiera di Lo Russo accolta: Piano regolatore in corsia veloce

La misura prevede il dimezzamento dei tempi della burocrazia e prevederà un'accelerata all'iter per il documento torinese

Ok al Cresci Piemonte, la preghiera di Lo Russo accolta: Piano regolatore  in corsia veloce

Quasi un anno di trattative, tira e molla e schermaglie politiche per la “ghigliottina urbanistica” della Regione. Che tende la mano al Comune per consentirle l’approvazione, entro primavera, del nuovo piano regolatore cittadino.

Il testo è approdato ieri in Consiglio regionale per il voto definitivo, con dentro l’emendamento che sblocca – di fatto – la partita del Prg del capoluogo, atteso dalla Città oltre trent’anni.

Il cuore dell’intesa è nell’emendamento depositato dal capogruppo leghista Fabrizio Ricca, annunciato in pompa magna lo scorso dicembre, che consente di ridurre (da 120 a 60 giorni) i termini della conferenza di copianificazione e valutazione per tutti i capoluoghi di provincia, limitandone anche l’ambito di intervento (dal giudizio di merito, a quello di forma).

Tradotto: meno margini per rallentare l’iter e tempi certi per l’approvazione dei piani regolatori. Proprio quel che chiedeva da tempo il sindaco Stefano Lo Russo e che, apparentemente, soddisfa anche il governatore della Regione Alberto Cirio, il quale parla di «un’importante rivoluzione» e di «dimezzamento di tutti i tempi per ottenere le autorizzazioni urbanistiche».

La norma – temporanea, in vigore fino al 31 dicembre 2030 – interviene sulle procedure senza modificare formalmente i passaggi obbligatori. Ma ne accorcia drasticamente i tempi, compresa la Valutazione ambientale strategica.

Per finanziare le varianti urbanistiche e attuare la legge si prevede uno stanziamento iniziale di 400mila euro per il 2026 e 500mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, con priorità ai Comuni sotto i 5.000 abitanti.

«I piccoli Comuni spesso non dispongono delle risorse tecniche per affrontare procedure complesse» - spiega l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo - «Con Cresci Piemonte li mettiamo nelle condizioni di cogliere opportunità di investimento che altrimenti rischierebbero di andare altrove».

Il cammino in Aula non è stato lineare. Sul testo sono piovuti 1.200 emendamenti, per la quasi totalità ostruzionistici, presentati dal Movimento 5 Stelle. Poi la trattativa che vede accolte dalla maggioranza tre modifiche chiave, tra cui l’attenzione al contenimento del consumo di suolo e al riuso delle aree dismesse e obbligo di convenzioni per la sostenibilità economica dei Comuni.

Incassate queste aperture, il M5S ha ritirato l’ostruzionismo ma ha comunque votato contro, denunciando il rischio di minori controlli ambientali e di un eccessivo carico sui Comuni già in affanno di personale. A suggellare la misura, poi, l’ordine del giorno a prima firma Italia Viva, che impegna la Giunta a portare una nuova Legge Urbanistica entro un anno. «Il Cresci Piemonte introduce semplificazioni utili, ma non sono sufficienti», avverte la capogruppo Vittorial Nallo.

Per Torino, in ogni caso, un traguardo importantissimo. Il nuovo piano regolatore – fermo da decenni – è uno degli assi portanti del mandato Lo Russo. «È sicuramente una condizione essenziale che va nell'ottica di quello che le imprese e i cittadini ci chiedono», dichiara il primo cittadino torinese.

Politicamente, un risultato trasversale: il centrodestra regionale porta a casa la riforma, il M5S porta a casa correttivi sostanziali, mentre il Pd ottiene l’accelerazione che serve al suo sindaco, con le Comunali all’orizzonte.

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