l'editoriale
Cerca
il processo
01 Marzo 2026 - 09:50
Camionista si suicida a 59 anni per lo stress: verso l'abbreviato i capi che lo vessavano
Si era suicidato tre anni fa, gettandosi dalla finestra della sua casa a Torino. Renato Fesce aveva 59 anni e lavorava per l’azienda Af Logistics operando presso il sito deposito Carrefour di Rivalta, dove faceva il camionista. Turni massacranti, superiori alle 14 ore giornaliere e alle 50 ore settimanali, con atteggiamenti vessatori da parte dei suoi superiori. Dopo la sua morte, l'amministratore delegato dell'azienda di Lodi per cui Fesce prestava servizio e il dipendente preposto a controllarlo nell'area del sito, sono finiti sotto indagine, accusati di omicidio colposo. Mercoledì scorso si è tenuta l’udienza preliminare in tribunale a Torino davanti alla gip Rosanna Croce (udienza rinviata al prossimo 20 aprile) e i due indagati sceglieranno il rito abbreviato.
Il sindacato Si Cobas, nel processo, ha deciso di costituirsi parte civile. «Lo facciamo a difesa dell'interesse di un lavoratore vessato e come segnale di solidarietà per tutti i lavoratori contro lo sfruttamento e l’oppressione», ha dichiarato Daniele Mallamaci del sindacato Si Cobas. Nella causa, il sindacato è assistito dall’avvocato Emanuele D’Amico. Mentre per quanto riguarda i famigliari di Renato Fesce, nello specifico la moglie e il figlio del camionista, c’è stato il risarcimento da parte dell’azienda. Risarcimento di cui non si conosce l’entità, in quanto le parti hanno firmato un accordo di riservatezza che vieta di rivelare la cifra. A seguito dei soldi ricevuti, la famiglia di Renato Fesce ha ritirato l’esposto che era stato presentato nei confronti dell’azienda subito dopo la tragica morte del 59enne camionista.
Ed era stato proprio quell’esposto a far partire l’indagine dell’allora procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo. Indagine poi ereditata dalla pm Rossella Salvati. Orari di lavoro impossibili, richieste sempre più pressanti, riposi pressoché inesistenti. Questa era la quotidianità lavorativa di Renato Fesce che, una volta, era stato preso a schiaffi davanti ai colleghi dal datore di lavoro quando aveva chiesto di alleggerire i turni. «Era una persona troppo buona - lo ricorda un collega - e non aveva mai denunciato né quei turni da schiavo, né gli atteggiamenti vessatori. Mi diceva che non ce la faceva più, e lo diceva anche alla moglie. “Vai a denunciare”, gli avevo consigliato». Renato, però, aveva risposto: «No, altrimenti rischio di perdere il posto». E a inizio 2023, il suicidio, dalla finestra di casa, a causa dell’eccessivo stress causato dal lavoro.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..