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La viabilità
05 Marzo 2026 - 21:35
Sempre più spesso si fa col cellulare, lo smartwatch, e persino l’anello digitale. Il pagamento del biglietto di viaggio Gtt è sempre più digitale.
Lo confermano anche i dati del Gruppo: il 50% dei ricavi da titoli di viaggio del 2025 è costituito dal digitale. E cresce del 44% rispetto al 2024 (+109% in confronto al 2023) l’uso del “Tap & Go”, cioè del pagamento (e contestuale validazione) del biglietto tramite carta di credito.
Tutto ciò fa da sfondo ad un numero crescente in modo esponenziale di passeggeri. Con un aumento dei ricavi di 3,6 milioni di euro da vendite di biglietti e abbonamenti: 113 milioni totali.
Sono questi alcuni dei dati emersi dal confronto in commissione consiliare Trasporti di ieri pomeriggio con l’ad Gtt Guido Mulè.
«I primi mesi sono stati di ascolto, abbiamo deciso di interpretare i sentimenti, le richieste, le critiche di cittadini e consiglieri comunali, traendone elementi di grande riflessione. Vogliamo riportare all'attenzione di tutta Gtt il cliente», ha esordito l’ad, a quasi un anno dal suo insediamento al posto dell’ex Serena Lancione.
Investiti 106 milioni di euro, di cui 87 milioni per il rinnovo della flotta: entro fine anno 30 nuovi tram Hitachi. «E l’obiettivo contestuale di raggiungere il 90% dei mezzi coperti dal “Tap & go”, con l’entrata a regione dei nuovi mezzi Iveco», aggiunge Mulè.
Oggi, infatti, i mezzi del Tpl su cui è possibile bippare la propria carta di credito sono il 80% dei complessivi.
Nel piano di progressiva digitalizzazione del Gruppo - che prevede anche l’implementazione dell’app ToMove con l’integrazione di nuove formule di abbonamento - il ragionamento del pagamento multiplo attraverso carta di credito. «Un modello già “sbloccato” in altre città turistiche, come a Venezia», conferma il responsabile delle vendite Gtt Claudio De Consoli. E che semplificherebbe la vita dei fruitori occasionali o “last minute” del servizio.
Numeri più che positivi anche sul fronte delle assunzioni: più che raddoppiate rispetto al 2024. Sono 172 gli autisti sui quasi 300 nuovi dipendenti, «e l’obiettivo è raggiungere i 1.770 autisti totali entro fine anno», aggiunge Mulè.
Non nega però, le difficoltà incontrate da quando ha preso in mano il timone del Gruppo Torinese Trasporti. «Quando sono arrivato c’erano tra i 70 e gli 80 controllori totali su più di 11mila corse al giorno», dice. Mentre oggi sono quasi il doppio (circa 120) tra interni, temporanei ed esterni.
Procede, infine, il rinnovamento dei parcometri: entro agosto 2026 ne verranno sostituiti altri 405, che si aggiungono ai duecento già cambiati lo scorso anno.
Criticità, quindi, soprattutto interne, da stabilizzare, ma la direzione, per Mulè, è senza dubbio quella giusta: «Abbiamo iniziato un percorso di stabilità finanziaria non ancora concluso, ma l’approccio è totalmente nuovo». E, anche se non lo dice, pare anche lasciare intendere, vincente.
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