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Il caso
09 Marzo 2026 - 15:17
Il flop del mercato coperto di corso Taranto
In quasi 21 anni ha perso oltre l'80% dei suoi banchi. Lentamente degli 84 posteggi inaugurati nel 2007, con un investimento di circa 4 milioni di euro, oggi ne sono popolati - e per di più saltuariamente - appena 10.
Un triste declino, quello del mercato di corso Taranto, di cui neanche con il tentativo di «rianimazione» nel 2017 da parte del Comune (intervenuto con una riorganizzazione sperimentale, riducendo i posteggi da 84 a 60, e la modifica del layout per accorpare i banchi e concentrare le attività) è riuscito a invertire la tendenza.
Ma ora la Città ci riprova: l’ipotesi, già vagliata e approvata dai residenti, sarebbe quella di estendere l'apertura dei banchi fino alle 18 per due giorni a settimana (oltre al sabato, in cui è già previsto l'orario pomeridiano) nel tentativo di riportare vitalità in un’area mercatale che da anni vive una fase di forte ridimensionamento. L’annuncio è arrivato in Consiglio comunale dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, rispondendo a un’interpellanza del consigliere Giuseppe Iannò (Torino Libero Pensiero).
«L’obiettivo è uscire dalla fase di stallo che i mercati stanno attraversando e provare a rilanciare anche corso Taranto», ha spiegato Chiavarino. «Con la sperimentazione potremmo intercettare nuovi flussi di clienti e rendere l’area più attrattiva».
Oltre alle aperture pomeridiane, tra le ipotesi sul tavolo c’è anche il compattamento dei banchi nel tratto più vicino a piazza Sofia, dove oggi si concentra la maggior parte delle attività. «In questo momento – ha aggiunto l’assessore – i giorni più frequentati sono il giovedì e il sabato, quando si registrano circa dieci presenze. Per questo stiamo valutando un accorpamento dei posteggi nella zona più centrale del mercato».
Col passare degli anni, il numero dei banchi attivi si è drasticamente ridotto e una parte dell’area, quella vicino al chiosco, è stata nel frattempo trasformata in parcheggio.
Proprio per chiedere un intervento di rilancio, Iannò ha portato la questione in Sala Rossa. «E' un declino sotto gli occhi di tutti», ha sottolineato il consigliere. «Servono interventi concreti: una riorganizzazione degli spazi, la promozione di nuove attività, il coinvolgimento delle associazioni di categoria e un progetto capace di riportare operatori e clienti», aggiunge.
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