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Hub di innovazione
10 Marzo 2026 - 17:55
Torino vuole diventare uno dei principali hub europei dell’innovazione, e vuole farlo costruendo un ponte che va verso il resto del mondo. Nasce infatti alle Ogr Torino, hub della Fondazione Crt, Ogr Bridging Growth, il nuovo programma dedicato allo scaling internazionale delle startup realizzato in collaborazione con la piattaforma globale di open innovation Mind the Bridge. L’iniziativa è stata presentata durante lo Scaleup Summit Turin 2026, evento che ha riportato in Italia dopo otto anni il format internazionale di Mind the Bridge, riunendo nel capoluogo piemontese startup e investitori per discutere strategie di crescita e open innovation.
Il programma punta ad accompagnare le startup più promettenti verso i mercati globali. Infatti ogni anno verranno selezionate 15 aziende ad alto potenziale internazionale tra le oltre 450 startup che dal 2019 hanno partecipato ai programmi Ogr Tech. Le imprese scelte seguiranno un percorso di sei mesi focalizzato su sviluppo e posizionamento strategico del business, con possibilità di accesso ai mercati esteri. Il programma culminerà con un Ceo Retreat nella Silicon Valley, un confronto diretto con uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati al mondo.
I nomi delle prime startup selezionate saranno annunciati nei prossimi giorni. Il lancio di Ogr Bridging Growth rappresenta un ulteriore passo nella crescita dell’intero ecosistema Ogr Tech, che negli ultimi anni si sta muovendo sempre di più. Negli ultimi dodici mesi 16 programmi attivi hanno supportato oltre 170 startup, mentre dal 2019 le aziende coinvolte hanno catalizzato complessivamente 480 milioni di euro di capitali.
«Negli ultimi anni Torino è diventata una piattaforma di attrazione e accelerazione per molte startup innovative», ha spiegato Alberto Onetti, chairman di Mind the Bridge. «Ogr Bridging Growth nasce con l’intento di accompagnare le startup nella fase più critica del loro percorso: quella della crescita post-accelerazione e dell’internazionalizzazione. Oggi il collo di bottiglia non è solo il capitale, ma la capacità di accedere agli ecosistemi e ai mercati giusti. Piccolo non è bello nel mondo delle imprese: non è più sufficiente avere startup, servono aziende innovative capaci di crescere e generare reddito e occupazione».
Nel nuovo programma, Ogr Torino agirà come piattaforma di connessione tra startup e istituzioni, facilitando l’accesso a opportunità industriali e di mercato. Mind the Bridge metterà invece a disposizione il proprio framework di scaling, affiancando founder e top manager su aree chiave come business development, strategie go-to-market, ingresso in nuovi mercati, fundraising e comunicazione strategica.
Durante lo Scaleup Summit è stato presentato anche un report di Mind the Bridge dedicato alla figura dell’Open Innovation Manager, sempre più centrale nel collegare grandi aziende e startup. L’analisi, condotta su centinaia di professionisti dell’innovazione nelle corporate internazionali, mostra un profilo altamente qualificato: tutti gli intervistati possiedono almeno una laurea e il 40% ha conseguito anche un Master sulla gestione aziendale. Dal punto di vista accademico, il 56% proviene da discipline economico-manageriali, percentuale che include un 13% con formazione mista tra business e ingegneria e un 1% tra business e discipline scientifiche. Il 28% ha una laurea in ingegneria, mentre solo il 2% possiede titoli di studio in giurisprudenza o discipline umanistiche.
Un dato che riflette la natura ibrida del ruolo, a metà tra competenze strategiche e tecnologiche. Il percorso professionale verso questi ruoli è relativamente lungo: servono circa nove anni di esperienza per accedere a posizioni operative nell’open innovation e altri sette-otto anni per raggiungere incarichi direttivi. L’esperienza diretta con le startup è inoltre un fattore distintivo: il 59% dei professionisti ha lavorato con startup, il 64% proviene da team di corporate innovation e il 48% ha maturato esperienze in venture capital, acceleratori o incubatori.
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