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20 Febbraio 2026 - 19:57
Costruire con concretezza una via italiana dell’Intelligenza artificiale, integrata con l’ecosistema territoriale, soprattutto (ma non solo), con l'Università, in grado di fare leva finanziaria a partire dagli investimenti iniziali e che non lasci indietro “l’umano”. I primi passi ufficiali delle Officine Intelligenti a Torino sembrano andare proprio in questa direzione. È proprio qui, infatti, presso la sede delle ex Officine Grandi Riparazioni di corso Castelfidardo 22, che ieri mattina ha avuto luogo il primo forum nazionale sull’IA per l'industria, promosso dall'istituto italiano di Intelligenza artificiale (AI4I), Ogr Torino e Fondazione Crt.
Cuore della tecnologia
Occasione per presentare il Piano strategico 2026-2030 di AI4I, ma anche, più in generale, per delineare il ruolo dell’IA come tema di politica industriale, oltre che tecnologica. «Officine d’intelligenza - spiega il presidente di AI4I Fabio Pammolli - riunisce istituzioni, comunità scientifica e sistema produttivo attorno a un progetto: costruire una filiera continua che dalla ricerca conduca all’ingegneria e all’applicazione industriale delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale». A rivendicare il ruolo dell’etica e dei “formatori” di chi usa IA, invece, sono la vicepresidente della Regione Elena Chiorino e la vicesindaca Michela Favaro, che hanno sottolineato come Torino sia stata tra le prime città a dotarsi di un board etico. Nella videocollegamento sono intervenuti anche i ministri della Difesa, dell’Economia e del Made in Italy Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso. Crosetto ha parlato di «intelligenza artificiale sovrana». «Senza investimenti coordinati lungo questa catena di valore - ha spiegato - la dipendenza strategica diventerà vulnerabilità strategica». Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti: «Lavoriamo per costruire fondamenta solide: infrastrutture cloud più efficienti e resilienti, razionalizzazione dei data center e attrazione di investimenti».
I numeri di AI4I
Una partenza solida quella dell’istituto torinese: a inizio 2026 sono già 92 le aziende produttrici coinvolte nel progetto, con un portafoglio di 124 soluzioni tecnologiche disponibili per essere applicate nei vari settori industriali. Sul fronte economico, il Piano fissa come traguardi 4 milioni di euro di ricavi esterni come prima soglia intermedia e oltre 10 milioni nel medio-lungo periodo. Al centro c'è il super computer “AI Foundry” che entrerà in funzione entro la metà di marzo, offrendo una capacità di archiviazione dati pari a 5 milioni di gigabyte. La struttura verrà aperta ai ricercatori dell'Istituto, a piccole e medie imprese, alle startup e al mondo delle università. L'Istituto italiano per l'AI ha inoltre creato il SUK (Sistema di Conoscenza per gli Utenti), una sorta di piattaforma di incontro tra domanda e offerta. Il suo compito è semplice: ascoltare i bisogni delle aziende, trovare la via tecnologica più adatta e accompagnare l'imprenditore durante tutto il progetto. E se la soluzione non esiste ancora, l'Istituto la crea da zero.
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