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La polemica

Lavori da Arci, guadagni come un rider L’annuncio shock del circolo culturale

L’associazione corregge il tiro, ma non le cifre: «Un errore di comunicazione in piena buona fede»

Arci Torino verso il futuro: domenica 25 maggio il Congresso per eleggere il nuovo presidente

Andrea Polacchi, il presidente uscente di Arci Torino

A leggere la call pubblicata da Arci Torino per il ruolo di “Responsabile dell’ufficio comunicazione” viene da strabuzzare gli occhi. Tra requisiti da dirigente, gestione dello staff, coordinamento strategico e operativo, cura di newsletter, social, sito internet e relazioni con partner e stakeholder, ci si aspetterebbe un compenso degno di un ruolo apicale. E invece? La proposta economica parla di 15mila euro lordi all’anno, per un incarico in Partita Iva o collaborazione coordinata e continuativa.

In netto circa 800 euro netti al mese, o poco più. Per un’associazione che si definisce paladina del Terzo Settore e promotrice della dignità del lavoro, il paradosso è evidente.

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Il ruolo appare quasi da dirigente full-time. Nella realtà, come ha spiegato Arci Torino, si tratterebbe di un coordinamento limitato a 15-20 ore settimanali, con attività circoscritte. «Un errore di comunicazione», ammette poi Daniele Mandarano, presidente di Arci Torino, nella replica arrivata dopo qualche settimana di polemiche.

Una precisazione che però non placa le critiche: il problema non è il monte ore teorico, ma la coerenza tra le attività descritte e il compenso proposto, che rasenta lo stipendio di uno stagista o, se vogliamo, di un rider.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Sul web, tra post e commenti di professionisti della comunicazione, la cifra è definita “ridicola” e “offensiva”.

Accuse cui Arci promette di correggere il tiro: «Pur in piena buona fede, riconosciamo di aver dato per scontato il contesto e di aver utilizzato una formulazione non adeguata. Le osservazioni ricevute sono state utili e ci permettono di correggere impostazione e linguaggio per il futuro».

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