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Il convegno
28 Marzo 2026 - 12:00
E' "una lezione", un segnale forte, certo. Ma che esige "silenzio e riflessione". Il cardinale torinese Roberto Repole, in occasione dell'incontro "Cristiani in politica. Lievito per la società", organizzato dall'arcidiocesi di Torino presso l'Istituto Sociale di corso Grosseto, 10, questa mattina, parla così del risultato elettorale torinese, con un'affluenza che nel capoluogo torinese non si vedeva da anni (a Torino circa il 64%, tra gli under 35 invece si sale fino quasi al 70% secondo Youtrend).
"Ci si affanna a dare un'interpretazione. È un dato significativo, certo", conferma il cardinale, invitando a comprendere diversi aspetti. Il primo: "Che i giovani sono molto meglio di come vengono descritti". Che ci sono tante questioni, sfide radicali e colossali, che segnano il futuro e rispetto a cui non si può rimanere indifferente. Ad esempio per i giovani la questione climatica è serissima, i miopi siamo noi, aggiunge.
Un messaggio ancor più forte in un momento in cui "la narrazione è che la politica è sporca". Nessun riferimento diretto all'escalation di dimissioni in Governo, ma "questi dati ci dicono - prosegue Repole - smettiamo di parlare a vanvera". Oggi tutti comunichiamo, ma non è detto che dietro ci sia riflessione e pensiero. Abbiamo bisogno di ritornare a parole che non siano vuote.
Nella sala gremita dell'istituto sociale, che chiama a raccolta gran parte del mondo moderato-cattolico, politico e non (dall'assessore Paolo Chiavarino, a molti esponenti locali di Demos e Moderati, ma anche Pd e FdI, fino al Comitato Interfedi), è anche il responsabile dell'Arcidiocesi Alessandro Svaluto a confermare questa linea: "Non è vero che i giovani sono apatici. Se gli si offrono spazi se li prendono".
Nel percorso di formazione giovanile partito nel febbraio 2024 il posto viene lasciato ai giovani, attraverso incontri che vogliono stimolare a impegnarsi in ambito politico. A conoscere la democrazia e parteciparla. "Stamattina vogliamo incrociare questo percorso con i ragazzi dell'istituto sociale e dell'istituto Albert di Lanzo: la politica è un servizio per i cittadini, dobbiamo ricordarcelo. Loro rischiano di rimanere fuori, ma il segnale è fortemente positivo. Ci sono delle lacune di conoscenza di istituzioni, certo, ma qui entriamo in gioco, trasferendo conoscenza. Per esempio con simulazioni all'interno del Consiglio comunale", prosegue Svaluto.
A darne prova sono i diretti interessati, come Artemisia, giovane studentessa del quinto anno all'istituto sociale: "C'è una crescente sensibilità politica, ma distanza dalle istituzioni. Vogliamo esse consapevoli, e che questa consapevolezza sia accessibile a tutti e neutrale. Ma la politica vuole veramente cittadini consapevoli o solo elettori?", si chiede interrogativa.
Tra le testimonianze più vivide Riccardo Tabasso, dell'associazione "La svolta", Nicolò de Leo, istituto Albert, e Luca Vignoli, giovanissimo sindaco del modenese. Che con una lista di under 30 è diventato sindaco, cambiando la storia del suo Comune, amministrato dallo stesso partito dal Dopoguerra.
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