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Il caso

E’ fuoco incrociato sul caso Comala, il bando nuovo "inciampo" in maggioranza ?

I gestori storici parlano di favoritismi per «amici del Pd»; in Aula Viale chiede di fare chiarezza

circolo comala

Non è più solo una questione amministrativa, o forse non lo è mai stata. Perché il bando per la gestione degli spazi di corso Ferrucci 75, sede dell’ex caserma Lamarmora, è diventato un caso politico a tutti gli effetti sotto la Mole. E a far rumore non sono soltanto le proteste di Comala, esclusa dopo 15 anni - salvo il parziale passo indietro dell’Amministrazione comunale - dal nuovo bando per la concessione dello spazio, ma anche le crepe che si stanno aprendo, con sempre maggior frequenza, dentro la stessa maggioranza del sindaco Stefano Lo Russo.

Dopo la delibera sulle politiche abitative Vuoti a rendere, e poi il controverso “Patto con i garanti di Askatasuna”, l’ex centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita sgomberato lo scorso 18 dicembre (in entrambi i casi la quota Moderati e Demos della maggioranza aveva pubblicamente espresso la propria contrarietà alle decisioni), la scelta del sindaco Lo Russo di “salvare capra e cavoli”, consentendo al Comala di continuare a gestire il luogo pur non avendo vinto il bando, in cambio della concessione di uno spazio alternativo alla Social Innovation Teams (la cordata effettivamente vincitrice), lascia tante perplessità... e non convince tutti i “suoi”.

Opportuno che un progetto, come quello ipotizzato da Sit, chiamato “Ferrucci hub”, si faccia in un luogo che non sia corso Ferrucci? Quali i tempi per l’ottenimento di un’eventuale spazio alternativo (proprio mentre l’Askatasuna rimane sigillato e inutilizzato)? Fino al dubbio “precedente”: «Si inquina la credibilità del bando pubblico», tuonavano i consiglieri di opposizioni all’indomani dalla Città lo scorso 5 marzo. Questi alcuni dei dubbi sollevati.

Ma se l’esito del bando indetto dalla Circoscrizione 3 è stato contestato duramente dai gestori storici, che hanno parlato apertamente di favoritismi evocando «amici del Pd». Le stesse insinuazioni serpeggiano anche nelle aule istituzionali, e tra i consiglieri della maggioranza. Una bordata arriva dal leader dei Radicali Silvio Viale, il quale con un’interpellanza la cui discussione in Consiglio comunale prevista proprio oggi, chiede esplicitamente se vi siano stati «favori politici dietro l’esito del bando» e «come si sia svolto».

Mentre dalle opposizioni arriva la richiesta di rendere pubblici tutti i punteggi nel dettaglio, voce per voce, «per verificare la correttezza della valutazione», sostiene il vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao. E Domenico Garcea (vicecapogruppo in quota Forza Italia), punta il dito anche sulle interlocuzioni successive all’aggiudicazione e sul rischio che l’esito della gara venga di fatto aggirato, oltre a «far apparire opache le modalità di gestione di un bene pubblico».

Sul punto, la presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise difende l’operato dell’ente: «Sono in corso le verifiche di conformità delle domande presentate per il bando, come previsto - è la linea - C’è in corso il Tavolo cittadino per l’individuazione di uno spazio alternativo».

Nel frattempo, la scadenza della concessione è fissata a luglio. E sotto la Mole resta da sciogliere il dubbio: siamo davanti a un nuovo caso capace di incrinare la maggioranza?

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