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Ferrari “Luce”, non solo Mazda: spunta anche il caso del designer torinese

Il designer torinese Umberto Palermo e la sua "Luce" risalente al 2016

Ferrari “Luce”, non solo Mazda: spunta anche il caso del designer torinese

Il prototipo "Luce" di Umberto Palermo

Non c’è pace per la prima Ferrari elettrica. Dopo le polemiche legate a Mazda, che aveva registrato il marchio “Luce” in Giappone, esiste anche un elemento tutto italiano: lo stesso nome era già stato utilizzato nel 2016 dal designer torinese Umberto PalermoFondatore di uno studio di design e ingegneria, Palermo è noto anche per i progetti legati alla mobilità urbana e per aver firmato le microcar Mole Urbana. Dieci anni fa presentò un prototipo chiamato proprio “Luce”, una sportiva elettrica ad alte prestazioni che, pur rimanendo un concept, anticipava filosofia e posizionamento della futura Ferrari a batteria. Per il designer, il nome ha un forte valore personale: è una dedica alla figlia, nata nello stesso anno della presentazione del concept.

Palermo ha dichiarato di non voler intraprendere azioni legali contro Ferrari, a condizione di poter continuare a utilizzare il nome per il proprio progetto. "La questione è delicata e non voglio esprimermi al momento", aveva commentato quando era emerso l'annuncio della nuova Ferrari elettrica. Il nodo resta però giuridico: non è chiaro se il designer abbia registrato formalmente il marchio o se si sia limitato a utilizzarlo. 

Se da un lato c’è il caso Palermo, dall’altro la vicenda internazionale arriva dal Giappone. Documenti pubblicati da CarExpert rivelano che Mazda ha depositato il marchio “Luce” poche settimane dopo l’annuncio ufficiale della Ferrari, una mossa che potrebbe essere interpretata come una protezione del proprio territorio o come un colpo legale preventivo. Il nome non è nuovo per Mazda: “Luce” era la loro ammiraglia premium, nota da noi come 929, prodotta fino al 1991. Un pezzo di storia del Sol Levante che oggi si incrocia con l’era elettrica del Cavallino. Proprio la questione della registrazione dei marchi potrebbe risultare decisiva. Ferrari aveva già fatto sapere, durante la disputa con Mazda, di non aver riscontrato diritti esclusivi di altri costruttori sul nome. Tuttavia, mentre il caso giapponese era circoscritto a un mercato specifico, la vicenda Palermo si gioca direttamente a Torino, rendendo il quadro più complesso. Al momento da Maranello non sono arrivate dichiarazioni ufficiali, però è difficile immaginare una coesistenza dello stesso nome tra due vetture italiane, entrambe sportive ed elettriche

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