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I segreti degli Agnelli

Parla Lapo Elkann: ecco la sua nuova vita in Svizzera (ma lontano da mamma)

Il trasferimento a Lucerna con la moglie Joana Lemos: "Qui c'è più sicurezza"

Lapo Elkann, dal frastuono alle Alpi: perché ha scelto Lucerna

Lapo Elkann nella foto su Aargauer Zeitung

Lapo Elkann alla soglia dei cinquant'anni - ne ha 48 - non è più "l'Agnelli ribelle", per non dire di peggio, e ora rivoluziona la sua vita all'insegna della tranquillità e della famiglia (ma non troppo, almeno per quanto riguarda la mamma Margherita). Dopo aver già attraversato Milano, Parigi, New York e Lisbona adesso la vita di Lapo Elkann ha il profilo nitido di un lago incastonato tra le montagne e la promessa discreta di una quotidianità semplice. In una rara intervista pubblicata sull’Aargauer Zeitung, l’imprenditore e designer italiano, erede della dinastia Agnelli, racconta il suo trasferimento a Lucerna: non un rifugio, ma una scelta di maturità. Un cambio di marcia che dice molto del nostro tempo e del suo percorso personale.



«La Svizzera offre sicurezza», afferma Elkann, spalle al lago e vistosa giacca a vento tricolore, mettendo in fila tre parole-chiave: neutralità, qualità della vita, prevedibilità. In un contesto globale che definisce «complesso» e «segnato dall’incertezza», la Confederazione diventa per lui uno spazio di equilibrio. Non è un ripiego, sottolinea, ma la tappa giusta al momento giusto: «A 25 anni non sarebbe stato il posto giusto, oggi sì».

L’approdo poteva essere Ginevra, più internazionale e già familiare, anche perché lì vive suo padre, mentre la madre abita in un castello all'interno di una tenuta agricola affacciata sul lago, nel Canton Vaud. E invece no: è Lucerna ad averlo conquistato, «per i paesaggi e per le persone». La chiave, dice, sta in un tratto culturale preciso: «Qui non conta solo il denaro». È il Lago dei Quattro Cantoni a fare da bussola emotiva, il punto in cui visibile e invisibile — vista e atmosfera — si toccano.

Non è un colpo di fulmine senza memoria. La Svizzera è da anni una mappa affettiva: «Venivo spesso qui, soprattutto a St. Moritz. La Svizzera per me è sempre stata legata a momenti felici». E ancora, l’infanzia trascorsa «con i nonni Gianni e Marella», un filo affettivo che oggi torna a tendersi in direzione della stabilità.



La scena domestica che Lapo Elkann racconta ai giornalisti svizzeri è quasi un fermo immagine: passeggiate sul lago, spese da Migros o Coop, il caffè preparato con la moka. «Quando guardiamo lago e montagne al mattino, è molto più piacevole che a New York», confida. In casa, un protagonista in più: Everest, San Bernardo di 85 chili, che si gode il giardino come fosse un salotto all’aria aperta.

La decisione è di coppia. La moglie, la portoghese imprenditrice ed ex pilota di rally Joana Lemos, inizialmente scettica, ha condiviso esplorazioni e ripensamenti: «All’inizio non era convinta, abbiamo visitato diversi luoghi. Poi abbiamo trovato una casa a Lucerna e ce ne siamo innamorati». Oggi, dice Elkann, quella stabilità è anche merito suo: «Mi sostiene con amore ma anche con disciplina». Un equilibrio di affetti e regole, come un metronomo che dà il tempo giusto. Vita di famiglia, per Lapo che non ha figli (noti) ma fa da patrigno ai figli già grandi di Joana.



A chi insinua motivazioni fiscali, Elkann risponde senza giri di parole: «Forse altri luoghi sarebbero stati più convenienti, ma abbiamo scelto un posto che ci rende felici». Il punto non è pagare meno, ma vivere meglio: «Qui tutto è vicino, tutto è più umano». Una dichiarazione che rovescia la prospettiva: non è la città a dettare l’agenda, è la vita a scegliere la città.



«Ho vissuto a Milano, Parigi, New York, Lisbona. Ogni città apparteneva a una fase della mia vita», ricorda. Cos’è cambiato? Le prospettive, dice lui. Forse il rumore di fondo si è fatto troppo alto, e la bussola - a 48 anni - segnala una rotta diversa. Ma non abbastanza da riavvicinarsi alla madre, che nel castello sul lago vive con i nipoti, figli di Maria de Pahlen dei quali ha ottenuto l'affidamento esclusivo, in un'altra battaglia giudiziaria familiare, oltre a quella ereditaria.

Per quanto nell'intervista non si parli di nuove attività produttive in terra elvetica, nei quattro cantoni Lapo Elkann ha comunque già affari. La sua attività infatti - dopo i guai della Italian Independent e del Garage Italia - è concentrata in due holding, peraltro entrambe con sede a Torino. Una è L.holding srl, che detiene circa il 20% della svizzera Youngtimers AG, società di investimenti finanziari. Ma come abbiamo raccontato qualche tempo fa, il trend non sorride: nell’ultimo anno Youngtimers AG ha triplicato le perdite rispetto all’esercizio precedente, archiviando un rosso di circa 2 milioni di euro. 

La seconda è Laps to go srl, una holding che ha chiuso l’ultimo bilancio con 666.871 euro di perdite. Il dato pesa ancor di più se rapportato al sostegno interno: la società ha beneficiato di un finanziamento infruttifero del socio di riferimento - ossia lo stesso Lapo - per 3,982 milioni di euro.

E poi c'è la Fondazione Laps, che si occupa dei bambini e rappresenta forse l'attività di cui Lapo e più orgoglioso. E l'impero ex Fiat«Non sono più un manager in Fiat - dice -, quindi parlo solo come azionista. A mio avviso, la Commissione Europea ha ha contribuito alla crisi dell'auto spingendo l’elettrificazione in modo troppo aggressivo, l’Europa ha distrutto il proprio vantaggio competitivo e di fatto ha aiutato la Cina»Lapo è fuori sia da Stellantis sia da Ferrari, ma ha il 20% della Dicembre che consente - al fratello John - il controllo dell'impero e a lui frutta qualche milioncino annuo. Abbastanza per una vita da "pensionato" in Svizzera? Mai dare nulla di scontato con Lapo...

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