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La guerra degli Agnelli
07 Aprile 2026 - 21:00
La battaglia sull’Eredità Agnelli subisce una svolta, ma non sul merito. Sul terreno, decisivo, della giurisdizione. E la Svizzera respinge le tesi di John Elkann e dei fratelli - consegnando un assist prezioso alla madre Margherita Agnelli -, condannandoli peraltro al pagamento di quasi 2 milioni di euro.
La sentenza risale allo scorso 2 aprile 2026, ma è stata resa nota solo oggi. il Tribunale di Thun, nel cantone di Berna in Svizzera, ha dichiarato integralmente inammissibili le domande promosse mesi fa da John, Lapo e Ginevra Elkann sulla successione di Marella Caracciolo. L’obiettivo era far riconoscere la competenza del giudice svizzero, accertare la validità del testamento e la loro qualità di eredi, escludendo la madre Margherita.
La giudice Antonie Meyes Schürch ha detto no. Non è entrata nel merito della vicenda, ma ha stabilito un punto chiave: la giurisdizione svizzera non è competente. Un passaggio tecnico solo in apparenza, che in realtà sposta il baricentro della causa. E ha anche un costo.
Gli Elkann sono stati condannati a rifondere le spese processuali per circa 816mila franchi svizzeri (oltre 880mila euro), oltre a quasi 920mila franchi di spese di lite a favore di Margherita Agnelli, per un totale vicino ai 2 milioni di euro. Il punto, però, non è solo economico.
La decisione di Thun incide direttamente sui procedimenti ancora aperti, a partire da quello civile di Torino, dove si giocherà una parte decisiva della partita sulla successione di Marella Caracciolo. E non solo.
Il nodo della presunta - secondo la Procura di Torino - residenza svizzera di Marella è anche uno degli elementi che entrano nei procedimenti penali in corso, nei quali tra gli imputati figura John Elkann per ipotesi di dichiarazione fiscale fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato, per il quale si aspetta la richiesta di rinvio a giudizio.
Gli Elkann, in una udienza a porte chiuse, lo scorso mese di novembre - dove avevano incrociato la loro madre ma senza parlarsi - avevano sostenuto che, al di là dei giorni effettivi di residenza in Svizzera, la terra elvetica fosse "il centro di interesse" di Donna Marella, quindi che il testamento redatto secondo il diritto svizzero fosse perfettamente legittimo. La giudice svizzera, quindi, non ha deciso chi ha ragione. Ma ha deciso dove si decide. Ed è un passaggio che cambia la partita.
Anche se, dal legal team degli Elkann, si annota che "John, Lapo e Ginevra Elkann sono determinati a difendere la propria posizione nei prossimi procedimenti di appello davanti all'Alta Corte di Berna”. “In ogni caso - prosegue la nota - questi procedimenti a Thun, e la decisione emessa oggi dal tribunale di primo grado, non hanno alcun impatto sulla validità del patto successorio e dell'accordo del 2004 tra Marella Caracciolo Agnelli e Margherita de Pahlen" con cui Margherita rinunciò a gran parte dell'eredità paterna in cambio di un miliardo e 300mila euro.
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