Cerca

La guerra degli Agnelli

Eredità Agnelli: "carte false" per la Dicembre, ecco perché ora gli Elkann rischiano di perdere (quasi) tutto - IL DOCUMENTO

Il giallo delle donazioni e delle cessioni delle quote di Marella: chi ha pagato? Il fratellastro Pietro nuovo socio?

Agnelli-Elkann, il dossier che vale un impero: dentro la guerra delle quote di Dicembre

John Elkann rischia di perdere (quasi) tutto il suo impero per un documento irregolare e per una cinquantina di milioni di euro "fantasma", con la possibilità di trovarsi come socia sua madre Margherita Agnelli (o uno dei suoi fratellastri). La Dynasty di Margherita Agnelli e dei figli John, Ginevra e Lapo Elkann è infatti entrata nella fase in cui ogni dettaglio pesa: una data, una firma, perfino il silenzio su dove certe carte siano state sottoscritte. E la domanda che rimbomba è una sola: chi ha davvero pagato quel prezzo? 

La questione è legata a un passaggio chiave della richiesta di rinvio a giudizio di John Elkann, di Gian Luca Ferrero e del notaio Remo Maria Morone, un passaggio legato all'accusa di falso ideologico per il notaio e che vede Margherita come persona offesa: si tratta della "Declaratoria relativa alla composizione e struttura della Dicembre" presentata il 30 giugno 2021. Secondo quanto si ricava dai capi d'accusa, sarebbero state compiute delle irregolarità (non riconducibili al notaio, che si sarebbe limitato a certificarne la conformità) nella formazione dei documenti di accompagnamento. 

La questione torna sempre all'Eredità Agnelli, al testamento redatto da Marella Caracciolo, vedova dell'Avvocato, e soprattutto alle sue donazioni in vita delle quote della Dicembre, la cassaforte di famiglia che consente il controllo di Exor, Stellantis e via elencando. Si parte dal 24 febbraio 2003: con atto del notaio Ettore Morone - padre di Remo Maria -, Marella Agnelli dona a John Elkann 1.965.611 euro nominali, pari allora al 25% del capitale di Dicembre. Se – come oggi appare possibile – la successione di Marella fosse regolata dalla legge italiana, quella donazione rientrerebbe nel calcolo della legittima spettante a Margherita Agnelli. Il 19 maggio 2004, tre scritture private, senza indicazione del luogo di sottoscrizione, attribuiscono ai nipoti una quota complessiva del 41,29% della Dicembre per un corrispettivo di 80.936.000 euro

Si tratta dei passaggi che hanno portato alla struttura attuale del potere: John Elkann con il 61%, Lapo e Ginevra con il 20% ciascuno. Nel 2003, il passaggio di quote avvenne dopo un aumento di capitale richiesto proprio da Margherita e nel momento in cui la figlia dell'Avvocato aveva firmato il patto successorio, poi rinnegato. Il fatto è che Marella, in quel frangente, cedette le quote a John Elkann in cambio del pagamento di circa 50 milioni. Margherita si è sempre chiesta dove avesse trovato i soldi suo figlio, all'epoca non certo a capo di Fiat. Pagamento avvenuto? Da chi? Con quali fondi?
Se il denaro non fosse mai circolato, o fosse emerso un accordo per non pagarlo, si aprirebbe il capitolo della simulazione: una vendita che, dietro il paravento del prezzo, nasconde in realtà una liberalità. Secondo più fonti, resta incerto se gli 80.936.000 euro siano stati effettivamente versati e da chi: da Marella Agnelli per conto dei nipoti (donazione indiretta); dai fratelli Elkann con somme messe a disposizione dalla nonna (donazione di denaro, nulla se priva di forma solenne, salvo modico valore); con mezzi propri dei fratelli Elkann (ma non risulterebbero alla Procura trasferimenti di denaro, se non in senso inverso: dalla nonna ai nipoti).

Se fosse accertato che le parti, fin dall’inizio, non intendevano prevedere alcun corrispettivo reale, spiega LoSpiffero, la cessione si configurerebbe come donazione dissimulata: trasferimento gratuito mascherato da vendita. Ma una donazione richiede l’atto pubblico notarile con due testimoni. In mancanza, è nulla, imprescrittibile e rilevabile d’ufficio. Solo gli eredi del donante – in questo caso Margherita Agnelli, non i suoi figli – potrebbero eventualmente convalidare, consapevoli del vizio, mediante conferma o esecuzione volontaria dopo la morte del donante. In questo caso, il 41,29% resterebbe nel patrimonio di Marella e, alla sua morte, entrerebbe nell’asse ereditario. In base ai patti sociali di Dicembre, le quote - che ai tempi della morte di Gianni Agnelli venivano semplicemente assorbite dai soci, salvo disposizioni testamentarie - si trasferirebbero all’erede legittima, Margherita Agnelli, cui potrebbe aggiungersi un ulteriore 12,5% (pari al 50% della quota del 25% donata nel 2003 a John Elkann). In pratica, l’asticella si avvicinerebbe alla soglia decisiva per il controllo, indicata nel 41%–53,5%. E Lapo e Ginevra sarebbero tagliati fuori.

Margherita Agnelli potrebbe valutare – ai sensi dell’articolo 670 del codice di procedura civile – la richiesta di sequestro cautelare di circa il 53% del capitale sociale di Dicembre, per garantirne la custodia e una gestione neutrale fino alla definizione della lite. Sarebbe una mossa estrema, ma coerente con la posta in gioco. E poi? Resterebbe in società con il figlio John, accetterebbe da lui un pagamento per cedergli le quote oppure le darebbe a uno dei figli avuti dal conte Serge de Pahlen, magari il secondogenito Pietro

IL DOCUMENTO ORIGINALE DELLA DICEMBRE

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.