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L'evento
15 Aprile 2026 - 16:40
Alcuni dei prodotti contraffatti sequestrati dalla guardia di finanza
In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, al centro congressi dell'Unione Industriali di Torino è stato presentato il bilancio dell’attività della guardia di finanza nella lotta alla contraffazione e nella tutela dell’eccellenza produttiva italiana. Un fenomeno di dimensioni enormi, che incide non solo sull’economia, ma anche sulla sicurezza dei consumatori e sulla reputazione internazionale del Paese.
A tracciare il quadro è stato il comandante provinciale della guardia di finanza di Torino, Alberto Nastasia, che ha sottolineato come il Made in Italy rappresenti uno dei pilastri dell’economia nazionale: «Nel 2025 l’Italia ha superato i 643 miliardi di euro di esportazioni, con un’incidenza del 28,4% sul Pil. Numeri straordinari che testimoniano la forza del nostro sistema produttivo». Anche il Piemonte gioca un ruolo di primo piano, con oltre 60 miliardi di euro di export e una quota dell’8,7% sul totale nazionale, collocandosi al quinto posto tra le regioni italiane.

Ma è il lato oscuro del mercato a colpire: contraffazione e il falso Made in Italy generano danni economici enormi. Infatti, secondo le stime, il fenomeno costa al Paese circa 17 miliardi di euro l’anno, mentre l’evasione fiscale collegata ammonta a quasi 5 miliardi. Ancora più impressionante è il giro d’affari dell’“Italian sounding”, ovvero quei prodotti che richiamano l’italianità solo nel nome o nell’aspetto: circa 120 miliardi di euro annui. «Per comprendere la portata del fenomeno - ha spiegato Nastasia - basti pensare che equivale a diverse manovre finanziarie».
Non si tratta solo di un danno economico. Il generale ha evidenziato anche le connessioni con altri reati, come il lavoro nero, l’immigrazione clandestina, il riciclaggio e la criminalità organizzata. «Dietro questi traffici spesso si nascondono reti strutturate e internazionali».
La risposta della guardia di finanza si basa su un approccio integrato. Da un lato i reparti speciali analizzano i flussi e individuano i rischi, dall’altro le unità territoriali intervengono concretamente sul campo con controlli doganali, ispezioni nei negozi, indagini sui depositi e monitoraggio della rete, compreso il dark web. «Non ci limitiamo al sequestro della merce - ha precisato Nastasia - ma puntiamo a risalire l’intera filiera, fino a smantellare le organizzazioni criminali e intercettare i capitali illeciti». Solo nel biennio 2024-2025, a livello nazionale, sono stati effettuati oltre 13.000 interventi, con il sequestro di più di 914 milioni di prodotti contraffatti e la denuncia di oltre 7.000 responsabili.
Nel territorio torinese l’impegno è altrettanto visibile: sono stati eseguiti 288 interventi contro la contraffazione, con oltre 559 milioni di prodotti sequestrati e 243 persone denunciate. A questi si aggiungono 142 sanzioni a consumatori consapevoli. Sul fronte del falso Made in Italy, invece, si contano 148 interventi, oltre 10 milioni di prodotti sequestrati e 140 responsabili denunciati.
Tra le operazioni più significative illustrate durante l’incontro, spicca quella denominata “Via dei semi”. Un’indagine che ha portato al sequestro di 272 tonnellate di sementi provenienti da Cina, Stati Uniti e India, ma vendute come italiane. Il meccanismo era sofisticato: i prodotti arrivavano senza etichetta, venivano confezionati in Italia con simboli e riferimenti geografici ingannevoli e poi immessi sul mercato nazionale ed estero. Il valore complessivo del sequestro ha superato i 40 milioni di euro. «Parliamo di un settore - ha spiegato Nastasia - che vale circa un miliardo di euro solo in Italia. È evidente quindi l’interesse economico che ruota attorno a questi traffici».
All'evento erano presenti anche il presidente dell'Unione Industriali Torino, Marco Gay, e il sindaco Stefano Lo Russo, che hanno confermato l'importanza di tutelare l'eccellenza e la qualità di un marchio che in tutto il mondo viene utilizzato abusivamente per attività illecite, danneggiando anche in prima persona l'economia del territorio.
Insieme al congresso, la guardia di finanza ha allestito una mostra con i principali prodotti sequestrati, visitabile anche dagli studenti. Un percorso che attraversa diversi settori, dall’agroalimentare ai dispositivi di sicurezza fino alla pirateria informatica. A illustrarne i contenuti è stato il capitano Giuseppe Pirannino: «Abbiamo voluto mostrare concretamente il risultato delle nostre attività. Ci sono componenti d’arredo, articoli di design, caschi da moto e da bici non conformi, oltre a prodotti legati alla contraffazione digitale». Nonostante le criticità, il Made in Italy continua a rappresentare un valore riconosciuto a livello globale. «È un moltiplicatore di attrattività - ha concluso Nastasia - perché è sinonimo di qualità e di affidabilità».
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