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Nutella compie 62 anni: la storia (poco conosciuta) che parte dal Piemonte e passa anche da Torino

Dal primo vasetto del 1964 al successo globale: la crema più famosa nasce ad Alba ma affonda le sue radici anche a San Salvario

Nutella compie 62 anni: la storia (poco conosciuta) che parte dal Piemonte e passa anche da Torino

Non è solo una crema spalmabile. È un pezzo di storia italiana, un simbolo che attraversa generazioni. La Nutella compie 62 anni e continua a essere uno dei prodotti più riconoscibili al mondo, nata ufficialmente il 20 aprile 1964 nello stabilimento Ferrero di Alba, nel cuore delle Langhe.

Quel primo vasetto, semplice e quasi anonimo, conteneva molto più di una miscela di cacao e nocciole: era il risultato di un’intuizione che affondava le sue radici negli anni difficili del dopoguerra. L’idea di Pietro Ferrero era tanto semplice quanto geniale: utilizzare le nocciole, abbondanti sul territorio piemontese, per sopperire alla scarsità e al costo elevato del cacao. Nasce così prima il Giandujot, poi la Supercrema, fino alla formula definitiva perfezionata dal figlio Michele, che la battezza “Nutella”.

Un nome breve, internazionale, destinato a diventare iconico. Da lì in avanti, la crescita è inarrestabile: la Nutella entra nelle case degli italiani negli anni del boom economico, diventando parte della quotidianità, tra colazioni, merende e piccoli riti domestici. È un prodotto accessibile, capace di parlare a tutti, diventando negli anni anche un fenomeno culturale, citato in libri, musica e cinema.

Oggi è presente sugli scaffali di oltre 160 Paesi ed è uno dei simboli più forti del made in Italy nel mondo. Ma la sua storia non è legata solo ad Alba. Tra realtà e memoria, infatti, c’è anche un legame con San Salvario, a Torino, dove tutto ebbe inizio.

Negli anni ’40, Pietro Ferrero aprì una pasticceria nei pressi di Porta Nuova, in un quartiere allora popolare e vivace, frequentato soprattutto da operai. Fu lì che iniziò a sperimentare soluzioni per rendere il cioccolato più economico e accessibile, utilizzando ingredienti locali e adattandosi a un contesto segnato dalla guerra e dalla scarsità.

Secondo una tradizione tramandata nel tempo, proprio in quel laboratorio torinese si sarebbe verificato un episodio curioso: una partita di crema al cioccolato, scioltasi per il caldo, avrebbe assunto una consistenza più morbida e spalmabile. Un piccolo “incidente” che, nel racconto popolare, anticipa l’idea della Nutella.

La realtà storica è più sfumata, ma il passaggio da Torino resta fondamentale: è qui che nasce l’intuizione, prima che l’azienda si trasferisca definitivamente ad Alba, dove costruirà il proprio impero industriale.

Oggi il gruppo Ferrero è una multinazionale con un fatturato che supera i 20 miliardi di euro, ma il successo globale non ha cancellato le origini. Dietro ogni vasetto c’è ancora quella miscela di ingegno, necessità e visione che ha trasformato un prodotto locale in un’icona mondiale.

E forse è proprio questo il segreto della Nutella: essere rimasta, dopo oltre sessant’anni, qualcosa di più di un marchio. Un sapore familiare, riconoscibile, capace di unire generazioni diverse con un gesto semplice — quello di spalmarla su una fetta di pane.

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