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Il caso

Ex Cacao centro commerciale? 13 proposte e il timer: un anno

Approvata la mozione che impegna la Città a riassegnare lo spazio

Ex Cacao centro commerciale? 13 proposte e il timer: un anno

Tredici proposte per il suo futuro, ma il presente resta quello di un edificio abbandonato. Con una promessa che ha una data di scadenza: la primavera del 2027. Un anno di tempo è il timer partito ieri pomeriggio per ridare nuova vita all’ex Cacao di viale Ceppi 6, la vecchia discoteca che ormai è uno dei tanti vuoti urbani cittadini, situata all'interno del Parco del Valentino. Ad "attivarlo", una mozione a prima firma del vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, passata all'unanimità nel corso dell'ultimo Consiglio comunale.

Sul piatto i progetti più vari: dall'intrattenimento alla cultura, fino ad attività commerciali legate al parco o "mix" di ristorazione con funzioni sociali. Una serie di proposte a valle del bando esplorativo indetto lo scorso dicembre, che ora la Città passerà al setaccio. A darne notizia la vicesindaca Michela Favaro: «Successivamente sarà valutata la fattibilità tecnica delle proposte», precisa. In particolare per quel che riguarda «aspetti edilizi» e «sicurezza», dice. Parte dell'ex Cacao, infatti, è diventata area di cantiere per i lavori del Padiglione 5, dov'è previsto un parcheggio interrato da circa 600 posti, nell'ambito dei lavori per la riqualificazione del Parco del Valentino da circa 16 milioni di euro provenienti da fondi del Pnrr.

Anche per questo, accogliendo il segnale positivo, frutto di «un lavoro portato avanti con determinazione in questi anni, con l’obiettivo di restituire vita e funzione a uno spazio di grande valore», il consigliere Pierlucio Firrao avverte: «Ora serve accelerare». Ovvero, pubblicare il bando entro il prossimo luglio, assegnare l’immobile entro l’autunno e riaprire nella primavera 2027. «Si tratta di un passo concreto nella direzione che abbiamo sempre sostenuto: recuperare e valorizzare gli spazi della città, evitando che vengano lasciati all’incuria e al deterioramento», afferma Firrao. Il presente del luogo un tempo culto della vita notturna torinese, infatti, restano rifiuti, vetrate rotte, mura imbrattate, e rifugio di clochard.

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