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Fiamme su palazzo madama
26 Aprile 2026 - 06:20
Proprio mentre gli attivisti di corso Regina Margherita 47 salivano, per ultimi, sul palco di piazza Castello, al termine della tradizionale fiaccolata con cui Torino anticipa le celebrazioni del 25 aprile, una grossa bandiera della Palestina veniva srotolata dall'alto delle impalcature per i lavori di Palazzo Madama, tra fumogeni rossi e drappi riportanti i simboli dell'autonomia, prendendo fuoco. «La lotta non è un'opzione, ma un dovere», si sente gridare. Le fiamme vengono spente in pochi minuti senza feriti né danni strutturali. L’episodio, tuttavia, ha suscitato preoccupazione tra i presenti e un acceso dibattito politico.
Tra i primi a levarsi il capogruppo dei Radicali Silvio Viale, il quale, senza mezzi termini, definisce gli autori del gesto «fascisti rossi del terzo millennio, sempre in cerca di nuove emozioni. Il centrosinistra dovrebbe smettere di fare l'occhiolino ai violenti», aggiunge, chiamando poi in causa il sindaco Stefano Lo Russo. «Chissà se lunedì avrà qualcosa da dire in Aula». Difficile, visto che sarà in Giappone per una missione istituzionale.
«Grave e pericoloso», oltre che «irresponsabile salire su un monumento nazionale e accendere torce che innescano un incendio», per Luca Pantanella, segretario provinciale della Fsp Polizia di Stato. «Solo per caso non si è trasformato in qualcosa di ben più serio», sottolinea, puntato il dito contro quelle che definisce «coperture politiche» nei confronti di alcune frange estremiste, chiedendo che vengano individuati e perseguiti i responsabili. «Questi soggetti sono protetti apertamente da Alleanza Verdi e Sinistra, che giustifica ogni azione sminuendo i danni e i reati commessi da anarchici e antagonisti. Ancora una volta la scusa della Palestina, strumentalmente collegata alla ricorrenza del 25 Aprile, ha permesso ai “soliti noti” di compiere gesti tanto stupidi quanto gravi», conclude.
Ed è pure Enzo Liardo, capogruppo FdI in Comune, a commentare il grave accaduto, insistendo sulla presunta «copertura politica» di cui godrebbero questi «soliti noti». Così che «pensano di poter fare quello che vogliono. Ben venga il decreto sicurezza», aggiunge. La misura, recentemente diventata legge, prevede infatti il fermo preventivo fino a 12 ore delle persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica in vista di una manifestazione, e sulla base di elementi concreti. «Dal centrosinistra il decreto viene interpretato come una restrizione della libertà dei manifestanti. - sostiene l’esponente meloniano - Ma se la loro libertà (dei manifestanti, ndr) è fare quello che vogliono, a noi non sta bene». E conclude con l’affondo politico: «Le posizioni del Pd sono sempre più estreme, perché vogliono compiacere Se, più crescono elettoralmente più il Pd li rincorre e deve assecondarli. È un gravissimo errore», chiosa.
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