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Lavoro

Trasnova, Logitech e Teknoservice: ritirati oltre 230 licenziamenti, ora serve il piano industriale

Dopo il confronto al Ministero, ora si punta su ammortizzatori sociali e nuovi investitori

Trasnova, Logitech e Teknoservice: ritirati oltre 230 licenziamenti, ora serve il piano industriale

La protesta dei lavoratori Trasnova

Si apre uno spiraglio positivo nella vertenza dei lavoratori di Trasnova, Logitech e Teknoservice, aziende dell’indotto Stellantis. Nel corso dell’incontro di stamattina presso il Ministero del Lavoro, le imprese hanno ufficialmente ritirato tutte le procedure di licenziamento avviate in precedenza, scongiurando il rischio per oltre 230 dipendenti. La decisione arriva dopo settimane di preoccupazione. In precedenza, infatti, le aziende - scaduto il prolungamento annuale della commessa - avevano confermato l’intenzione di procedere con un licenziamento collettivo che avrebbe coinvolto in tutto 232 lavoratori: 94 di Trasnova, 90 di Logitech e 48 di Teknoservice.

La platea interessata è distribuita in diversi stabilimenti strategici del gruppo Stellantis: 95 lavoratori a Pomigliano d’Arco, 78 a Melfi, 45 a Cassino e 14 tra Mirafiori e Rivalta. Il ritiro delle procedure rappresenta quindi un risultato significativo per le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Acqfr, che avevano chiesto con forza un confronto urgente per bloccare i licenziamenti. L’intesa raggiunta prevede ora il ricorso agli ammortizzatori sociali, considerati uno strumento fondamentale per gestire la fase di transizione e accompagnare un possibile processo di reindustrializzazione. In questo scenario, emergono anche segnali di interesse da parte di due potenziali investitori disponibili a valutare l’assorbimento dei lavoratori coinvolti. I sindacati attendono ora la convocazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per entrare nel merito dei piani industriali e verificare la sostenibilità delle proposte.

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