l'editoriale
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La protesta
20 Aprile 2023 - 17:59
un cartello di solidarietà di fronte agli uffici di corso Verona
Circa 250 persone e 60 associazioni han preso parte al presidio organizzato dall'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) davanti all’Ufficio immigrazione di corso Verona per denunciare pubblicamente “inefficienze ed indecenze che si protraggono da troppo tempo”.
Presenti gli avvocati dell’Ordine che hanno indossato la toga come “simbolo della legalità”.
Diversi striscioni e cartelli per esprimere solidarietà alle persone in coda.
"Chiediamo che siano rispettati i tempi per le procedure relative alle richieste di asilo e del rilascio di permesso di soggiorno – dichiara Carlo Michele Olivero, presidente dell'Associazione Tutori minori stranieri non accompagnati -. Fino a quando i ragazzi non ottengono il permesso non possono accedere ai servizi di base: sanità, scuola. Non hanno nemmeno la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro". Presente anche Lorenzo Trucco, presidente Associazione ASGI: "Siamo qua presenti tutti insieme in nome della legalità: legalità vuol dire rispetto dei diritti, rispetto delle persone. Purtroppo si è superato ogni limite su diritti fondamentali come la presentazione della domanda di protezione internazionale, la richiesta dei titoli di viaggio, i tempi incredibili per i rilasci e i rinnovi dei permessi. Questo porta gravissime conseguenze sulla vita delle persone."
Negli scorsi giorni Vincenzo Ciarambino, il questore, ha rivolto un appello alla politica: "L’Ufficio di corso Verona non è idoneo, necessitiamo di una nuova sede. Il problema va risolto sia per i poliziotti che ci lavorano, sia per le centinaia di migranti che ogni giorno si relazionano con la pubblica amministrazione nel loro primo passo verso un percorso di integrazione».
LA TESTIMONIANZA
A manifestare sono presenti diversi operatori del campo. Tra loro Marco, che da due anni lavora come educatore in un centro di accoglienza SAI:" L'Ufficio stranieri di via Bologna li indirizza verso le strutture dove operiamo, per ricevere assistenza nelle pratiche burocratiche.
Alcuni richiedono asilo, altri arrivano da progetti del territorio.
Nel centro dove lavoro vi sono solo uomini maschi, adulti.
Quasi tutti necessitano un aiuto nello svolgimento della parte burocratica, al loro arrivo.
Uno dei miei compiti è quindi accompagnarli qui, in Corso Verona.
Immense le code fuori dalla porta in attesa.
E' frustrante star dietro le transenne per ore.
Una volta dentro ci si trova in coda ad un'altra fila, sotto ad una tettoia, in cortile.
Viene assegnato un codice relativo alla tipologia di servizio richiesto.
Terminata l'attesa si arriva ad una nuova coda: se agibile, all'interno della struttura stessa, altrimenti anche questa in cortile.
Un monitor mostra i numeri, uno speaker chiama gli utenti ed un poliziotto che si trova a cavallo tra il dentro ed il fuori ripete il numero.
Mi è successo di restare li, insieme all'utente da me accompagnato, anche per cinque ore.
Le difficoltà di linguaggio sono all'ordine del giorno: c'è da sperare non vi sia da aggiungere postille alle pratiche, ci sono pochissimi traduttori, e sinceramente non ricordo di aver mai assistito ad una mediazione utente/operatore allo sportello.
Dopo ore di coda si percepisce stanchezza, nervosismo, la fretta di volersene andare.
L'unica volta in cui sono andato in bagno, ho trovato una situazione impraticabile.
Pare che adesso li abbiano chiusi.
Non so se sia meglio un bagno allagato o un bagno chiuso."
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