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La tragedia

Crans-Montana, interrogati i titolari del locale: accuse sulla cancellazione di video e foto

Disposte le autopsie sulle sei vittime italiane

Crans-Montana, interrogati i titolari del locale: accuse sulla cancellazione di video e foto

È in corso nella mattinata di oggi, venerdì 9 gennaio, un nuovo interrogatorio di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno un incendio ha provocato oltre 40 vittime, tra cui sei giovani italiani.

I due, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo, si sono presentati presso la Procura del Canton Vallese, a Sion, accompagnati da tre avvocati. L’udienza, secondo quanto riferito da Bfmtv, riguarda la situazione personale e patrimoniale della coppia e non la ricostruzione dei fatti.

Si tratta del primo interrogatorio dei Moretti in qualità di indagati. Né loro né i legali hanno rilasciato dichiarazioni ai numerosi giornalisti presenti. Alle udienze possono partecipare anche i rappresentanti legali delle famiglie delle vittime, con facoltà di porre domande.

Nei giorni scorsi Jacques e Jessica Moretti avevano dichiarato di essere «devastati dal dolore» e di voler collaborare pienamente con la giustizia, escludendo qualsiasi tentativo di sottrarsi alle indagini. Una posizione contestata dagli avvocati delle famiglie, che hanno più volte criticato la scelta di non disporre misure cautelari.

Secondo gli inquirenti svizzeri, al momento non sussisterebbero esigenze cautelari come il pericolo di fuga, la reiterazione del reato o l’inquinamento delle prove. Proprio su quest’ultimo punto, però, si concentra una nuova accusa.

Uno dei legali delle vittime, l’avvocato Romain Jordan, ha infatti sostenuto che nella notte dell’incendio sarebbero stati bloccati il sito web e i profili social del locale, contenenti video e fotografie che avrebbero potuto documentare carenze in materia di sicurezza. Secondo quanto riferito, la disattivazione sarebbe avvenuta tra le 3 e le 6 del mattino, mentre l’incendio era già in corso.

Carenze che, come ammesso anche dal Comune di Crans-Montana, non sarebbero state oggetto di controlli per cinque anni, dal 2020 al 2025.

Intanto, anche in Italia proseguono gli accertamenti. La Procura di Roma ha disposto le autopsie sulle sei vittime italiane, esami che non sono stati effettuati in Svizzera. Gli accertamenti saranno svolti dalle Procure di Milano, Bologna e Genova, ciascuna competente per i casi assegnati.

Nel pomeriggio di oggi è prevista a Martigny la cerimonia ufficiale in memoria delle vittime, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente francese Emmanuel Macron e di numerose delegazioni internazionali. A Roma, alle 16.30, si terrà anche una messa commemorativa nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso.

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