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03 Febbraio 2026 - 23:37
Con l’avvio del 2026, l’Assegno Unico universale entra nella consueta fase di aggiornamento annuale. Gli importi vengono adeguati all’inflazione e quest’anno la rivalutazione è pari all’1,4%. Un ritocco contenuto, che però incide sia sugli assegni mensili sia sulle soglie Isee, determinanti per stabilire quanto spetta a ciascun nucleo familiare.
Gli incrementi prendono ufficialmente il via da febbraio, ma non saranno immediatamente percepibili da tutti. I pagamenti previsti intorno al 19-20 febbraio includeranno solo una parte dell’adeguamento. Gli aumenti riferiti alla mensilità di gennaio verranno invece riconosciuti da marzo, sotto forma di conguaglio. In sostanza, gli importi spettanti saranno recuperati, ma con qualche settimana di scarto.
Isee e calcolo dell’assegno: cosa succede nei primi mesi
Nei primi mesi del 2026 l’importo dell’Assegno Unico continuerà a essere calcolato sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025. Il nuovo Isee aggiornato entrerà in gioco solo a partire da marzo. Fino a quel momento, eventuali variazioni del reddito familiare non influenzeranno l’importo percepito.
Il cambiamento più rilevante riguarda l’allargamento delle fasce Isee. Nel 2026 la soglia che dà diritto all’assegno massimo sale a 17.468,51 euro, rispetto ai 17.227,33 euro dello scorso anno. Una differenza minima, ma sufficiente a permettere a molte famiglie di rientrare nella fascia più favorevole senza alcuna modifica del reddito.
Sale anche il limite oltre il quale si riceve l’importo minimo, che arriva a 46.582,71 euro. Di conseguenza, anche chi si collocava appena sopra la soglia nel 2025 potrà beneficiare di un assegno leggermente più alto. L’importo minimo per figlio passa infatti da 57,5 a 58,3 euro.
Aumenti più rilevanti per alcune famiglie
Come già avvenuto negli anni precedenti, gli incrementi più consistenti riguardano specifiche tipologie di nuclei:
aumento del 50% per ogni figlio con meno di un anno, fino al compimento del primo compleanno;
maggiorazione del 50% per le famiglie con almeno tre figli e Isee medio-basso, per i bambini tra uno e tre anni;
conferma della maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per i nuclei con quattro figli o più.
Restano inoltre attive, con importi leggermente rivisti, le maggiorazioni legate alla disabilità dei figli, alla giovane età della madre e alla presenza di più figli a carico.
Non è necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere l’Assegno Unico: chi ha già una richiesta accolta continuerà a percepire il contributo automaticamente. Il passaggio cruciale resta però l’aggiornamento dell’Isee. In assenza di una nuova dichiarazione, da marzo l’assegno verrà erogato al minimo.
Chi presenterà l’Isee entro il 30 giugno 2026 potrà comunque ottenere il ricalcolo degli importi e ricevere gli arretrati spettanti.
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