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Il caso

Anche la moglie di Calderoli (Lega) al corteo Aska: «Ero lì per osservare»

Scontro in Consiglio regionale su Askatasuna: accuse incrociate e richieste di dimissioni a Piantedosi, ma non è neanche la sorpresa maggiore

Anche la moglie di Calderoli (Lega) al corteo Aska: «Ero lì per osservare»

Fuoco incrociato di accuse in Consiglio regionale, con colpo di scena.

«Askatasuna è un centro sociale abusivo e violento», protesta Fratelli d’Italia, con un manifesto che ritrae esponenti europei e nazionali di Avs.

«La nostra non è mai stata una difesa di Askatasuna, ma degli spazi e dell'attività democratica», rivendica la capogruppo Avs in Regione Alice Ravinale.

E fin qui “solita”, e perfino prevedibile dialettica destra-sinistra.

Ma poi l’intervento inaspettato: «Ero lì per osservare, non per protestare. Ho voluto esserci come privata cittadina perché sapevo che sarebbe stato un momento importante per Torino e per il Piemonte. Solo vedendo con i miei occhi potevo farmi un’idea».

A pronunciare queste parole non c’era, però, un esponente di centrosinistra, ma la consigliera della Lega Gianna Gancia.

Che ha poi proseguito con attacchi a destra e a manca. «Condanno fermamente l'irresponsabilità di chi strumentalizza la violenza per delle foto di opportunità per beceri voti, né da una parte né dall’altra», dice.

Ma la “ciliegina” sulla torta è la richiesta di dimissioni al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi «responsabile delle misure di sicurezza carenti», firmata Movimento 5 Stelle.

«La responsabilità degli scontri ha un nome e cognome: Matteo Piantedosi», conclude lapidaria la capogruppo Sarah Disabato.

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