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14 Aprile 2026 - 19:40
Da mercoledì 15 aprile si spengono ufficialmente i riscaldamenti centralizzati nella maggior parte delle città italiane. Come ogni anno, lo stop agli impianti segue un calendario stabilito in base alle diverse zone climatiche, che regolano periodi e modalità di accensione e spegnimento dei termosifoni sul territorio nazionale.
La scadenza del 15 aprile riguarda soprattutto le aree delle zone climatiche D ed E, che comprendono la gran parte dei grandi centri del Centro-Nord. Tra le città interessate figurano Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, Ancona e Pescara.
Restano invece escluse dal provvedimento ordinario le località più fredde, come Cuneo e Belluno (zona F), dove non sono previste limitazioni fisse all’utilizzo del riscaldamento.
In alcune aree, soprattutto della fascia più settentrionale della zona E, sono comunque previste deroghe temporanee in caso di condizioni meteorologiche particolarmente rigide. A Milano, ad esempio, l’accensione può essere autorizzata quando la temperatura media giornaliera scende sotto i 13°C.
Il sistema italiano di regolazione degli impianti termici è definito dal DPR 74/2013, che divide il Paese in sei zone climatiche (dalla A alla F). Ogni Comune viene assegnato in base ai cosiddetti “gradi giorno”, un indicatore che misura il fabbisogno energetico legato al clima.
Le differenze sono significative: nelle zone più calde il riscaldamento può essere attivo solo per poche ore al giorno e per periodi brevi, mentre nelle aree più fredde, come la zona E, si arriva fino a 14 ore giornaliere di funzionamento. La zona F, la più rigida, non ha limiti di periodo.
La maggior parte delle grandi città italiane del Nord e del Centro rientra proprio nella zona E, mentre città come Roma sono inserite nella zona D, con una gestione leggermente diversa delle date di spegnimento.
La normativa stabilisce anche limiti precisi per la temperatura interna degli edifici: generalmente non si devono superare i 19°C (con tolleranza di 2°C) negli ambienti residenziali, mentre per edifici industriali e artigianali il limite scende a 18°C.
La prossima stagione termica riprenderà il 15 ottobre 2026 per le aree soggette a questo calendario, in particolare quelle della zona E.
Nel frattempo, gli esperti dell’ENEA consigliano di approfittare dello stop per eseguire manutenzioni e controlli sugli impianti, come la pulizia dei termosifoni e l’installazione o verifica delle valvole termostatiche, utili per migliorare l’efficienza energetica.
Il rispetto delle date di accensione e spegnimento è previsto dalla legge, ma non mancano margini di flessibilità in caso di condizioni climatiche eccezionali. Le amministrazioni locali possono infatti autorizzare deroghe temporanee per far fronte a improvvisi cali di temperatura.
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